Clicca sull'argomento che ti interessa
1. Cos'è lo
"specismo"?
2. L' ideologia attuale della società
3. Favorire uomini e animali
4. L' animale è già morto
Presa di posizione politica
5. Non ho ucciso io l' animale !
6. L' animale dovrà pur morire di qualcosa !
7. Gli uomini sono più intelligenti degli
animali !
La scomoda conclusione di Frey
Gli animali non vanno a scuola
8. Più
vicini agli umani
9. Va bene sono specista
Voi vegan vi sentite superiori !
10. Uomini ed animali
hanno lo stesso valore ?
Scelta di nascere
Essere uccisi non è piacevole
Tom Regan sulla scialuppa
…e la critica di Evelyn Pluhar
La satira di Swift: mangiare bambini
11. Se la casa bruciasse
Agitazione nella società
Non generalizzare situazioni d’emergenza
Le donne prima sulla barca
Hitler e il suo cane
12. La carne è
buona
13. Pro o contro
l’aborto ?
Nessun dolore, nessun riguardo
14. Gli
animali sono animali e gli
uomini sono uomini !
Differenza di grado o di specie
Etologia moderna
Il terzo scimpanzè
Differenze rilevanti
15. Le origini del
pensiero dell'unicità
dell'uomo
Il cervello più grande vince
16. Uomini e animali
alla pari ! E’ assurdo !
Non necessaria responsabilità morale
Ma chiunque vede la differenza !
17. Va bene, certi
esseri umani non superano
alcuni animali...
Giudizio individuale
Darwin. Non ci sono specie
Non potete paragonare bambini ad animali !
L’ uovo e la gallina
Qual’è l’ errore nel maltrattare i bambini
18. Sembra strano dare
la stessa attenzione agli animali
Accendere il fuoco sotto la collera
Stare in guardia contro l’ egoismo
Nessuno può dire che l’ altro non ha ragione !
Domande etiche e pareri personali
19. Il valore umano si
metterebbe a repentaglio !
Allenamento di empatia
20. Dovrebbero darsi ad
uomini ed animali gli stessi diritti ?
21. Va bene uccidere
gli animali in modo indolore ?
Il processo delle industrie della morte
E’ giusto uccidere bambini ?
22.Quali animali
possono soffrire ?
23. Ma gli animali
esistono per noi !
24. Useresti la
violenza contro un animale per leggittima difesa ?
25. Gli animali da
allevamento non possono sopravvivere in natura !
26. Va bene avere
animali da compagnia ?
Schiavi da compagnia ?
Dare ospitalità ai rifugiati
27. Dolore e morte
sopraggiungono anche nella vita selvatica !
28. I diritti
presuppongono anche doveri !
29. Gli animali non
possono capire cosa sia la giustizia
30. Tassisti ciechi
Dritto di voto
Shampoo negli occhi
31. Il movimento per i
diritti animali è antiumanistico ?
Abbattere le barriere
I fondamentalisti dell'’ umanismo
32. Si possono
ammazzare gli animali nocivi ?
Anticoncezionali per gli animali
Voi uccidete gli insetti coi diserbanti !
33. A me interessa solo
la massima felicità.
Noi – e gli altri
Cosa c’è di così speciale negli esseri
umani
34. Solo gli uomini
hanno un’ anima immortale !
35. La Bibbia ci
dà il diritto di mangiare carne !
36. I
campi sarebbero in pericolo se l’animale non ci pascolasse !
Neri in campi di cotone
37. Rimarremmo senza
concime !
Ripristinare l'anello della vita
38. Gli animali ci
invaderebbero !
Nordisti e sudisti
39. Se non li
allevassimo non esisterebbero !
Maiali felici
Più sono, più felicità
Vita nelle riserve
40. I pesci non
soffrono !
41. La carne fa
bene !
Mangiare carne è naturale !
42. Ci sarebbero molti
meno animali !
43. Dovete fregarvene
di cosa mangio io !
44. Se gli eschimesi
smettessero di mangiare carne si estinguerebbero !
Nelle città non si coltiva
Hitler era vegetariano !
La salute dell' assassino
45. Ma le mucche stanno
bene !
Le mucche si vogliono muovere
Macchine da latte
L' industria del latte succhia
E'
la
traduzione dall'inglese "speciesism".
In questa raccolta di argomenti verrà usata la parola
"specismo"
Il filosofo Peter Singer definisce lo specismo nel
modo seguente:
"Un pregiudizio o attitudine di una "specie" che
parteggia per gli interessi dei propri membri, a
discapito di quelli che appartengono ad altre specie."
(La parola "interessi" porta forse al pensare agli
hobby, o agli interessi personali ma è usata nello
jargon filosofico come sinonimo di bisogni, desideri,
preferenze).
Lo specismo è il motivo comune per discriminare un
individuo sulla sola base della sua appartenenza ad
una specie.
Le basi sono le stesse di quelle di chi nutre dei
pregiudizi sulla razza (razzismo) e sull' appartenenza
ad un sesso (discriminazione sessuale).
Quando si parla della sofferenza umana, in quanto Homo
Sapiens, e la si considera più grave della sofferenza
di un animale, si è per così dire "colpevoli di
"specismo". Per lo stesso motivo la morte di un essere
umano, dal momento che esso appartiene alla specie
Homo Sapiens, è peggiore della morte di un animale.
Vedremo in seguito che molti filosofi animalisti
sostengono che la morte di un uomo sia peggiore di
quella di un animale (ma dal punto di vista di questi
filosofi, non legata a valutazioni legate allo
specismo).
Una pratica lampante dello specismo è l' industria
della carne, la sperimentazione sugli animali e gli
allevamenti per la produzione di pellicce.
2. L' ideologia attuale della società
Lo
specismo
è un'ideologia le cui ragioni non si fondano su una base
oggettiva. Non la si può giustificare con un'argomentazione
logica, ma la si difende come un dogma, una verità divina.
Prima le persone facenti parte di questa società potevano dire
"Sta scritto sulla Bibbia che.." oppure "la Chiesa insegna che...", e
la discussione era terminata.
Oggi si può dire, nel tentativo di lasciare le cose così
come stanno, "L'unicità della vita umana proibisce qualsiasi
paragone con altri esseri viventi, le loro caratteristiche o interessi"
(Germania 1990)
Cambiamo qualche parola. "L' unicità degli europei proibisce
qualsiasi paragone con altre razze, le loro caratteristiche o
interessi" In questo modo ragionano i razzisti
"E'
accettabile favorire ciò che più si crede giusto.
Siccome gli uomini si preoccupano di più di favorire i
loro simili che gli animali, è accettabile favorire
gli uomini a discapito degli animali."
Molti uomini si preoccupano di più del proprio cane o
gatto che del proprio vicino.
Ciò significa che dovrebbero salvare il cane prima del
vicino di casa se la casa va a fuoco? I membri del Clue clux clan
tengono innegabilmente
più ai bianchi che ai neri. Dovrebbero esaltare i
bianchi a discapito dei neri?
Perchè
non mangiarlo?
Peter Singer ha già sottolineato che questo modo di
pensare rivela che non si è capito cos'è un
boicottaggio, in questo caso, quello della carne.
Un boicottaggio non mira alla correzione di qualcosa
che è capitato, ma ad evitare che si ripeta.
I vegetariani non possono far resuscitare gli animali
che vengono uccisi, ma, attraverso il boicottaggio
della carne, farne diminuire la domanda, in modo che
sempre meno animali vengano allevati, fino a quando
gli animalisti raggiungeranno l' obiettivo di far
chiudere i battenti all' industria della carne.
Paragonandola col boicottaggio dell' industria
internazionale alimentare Nestlè, i bambini che sono
morti nei paesi poveri a seguito dell' aggessiva
campagna di mercato del surrogato di latte materno,
non possono tornare in vita. Il boicottaggio però, ha
evitato che altri bambini morissero.
Presa di
posizione politica
E'
perciò importante capire che il boicottaggio della
carne, se effettuato attivamente, è un' importante
presa di posizione politica.
Il boicottaggio rende palese l' etica di chi lo mette in pratica,
e invita gli altri a riflettere sulle proprie
abitudini alimentari.
5. Non ho ucciso io l'animale !
Con
la
stessa logica potrebbe difendersi un boss
mafioso o un promotore di guerre: "non sono stato io a
commettere l' omicidio o le stragi".
Con le nostre abitudini alimentari lasciamo ad altri
il compito di uccidere e siamo responsabili quanto chi
uccide personalmente l' animale.
6. L' animale dovrà pur
morire di qualcosa !
Anche
gli
umani devono morire di qualcosa. Ma non è buona giustificazione
per ucciderli a proprio piacimento.
7. Gli uomini sono più intelligenti degli animali !
Mettiamo
il
caso che esistessero gli alieni, fossero
mentalmente e fisicamente superiori all' Homo sapiens
e atterrassero sulla terra.
Potremmo accettare che ci
mangino dicendo "siamo più intelligenti di voi!"? Come
ci si difenderebbe da questa affermazione ?
Anche nel passato ci sono stati molti esempi di questo
ragionamento intelli-aristocratico.
E' infatti il più comune argomento nella storia della
filosofia che le umane capacità mentali, la parola e
la cultura, permettono all' uomo di utilizzare l'
animale.
Oggi però è un'argomentazione facile da obiettare. L'
intelligenza è moralmente rilevante solo nei casi,
per esempio, in cui si deve ottenere il diritto di
voto o il diritto di prendere la patente ecc.
Gli animali non hanno (come d' altronde i bambini e i
ritardati mentali) alcun interesse verso questi
diritti, ma lo hanno verso quelli fondamentali, ovvero
il diritto alla vita e alla libertà, di evitare le
torture, eccetera, cioè i bisogni che non hanno nulla
a che vedere con l' intelligenza dell'individuo.
Gli animali sono esseri senzienti le cui vite possono
essere buone o cattive.
Ciò è sufficiente per dare
importanza ai loro bisogni e desideri (come libertà e
benessere) e riconoscere loro i diritti fondamentali.
(qui non si capisce molto cosa si intende per "vite
buone o cattive"... dipende da come hai tradotto dallo
svedese, forse intendevi che gli animali possono avere
esperienze di vita positive o negative (stare bene o
stare male?)
La scomoda conclusione di Frey
Se
intendessimo che l' intelligenza sia moralmente
rilevante, significherebbe che bambini ritardati
potrebbero essere sottoposti a dolorosi esperimenti
scientifici oppure potrebbero essere allevati per
produrre cibo.
Non è un caso che uno dei maggiori filosofi tra quelli
che difendono la sperimentazione sugli animali, R.G.
Frey accetterebbe, in base ai suoi valori etici (controvoglia) anche
dolorosi esperimenti su esseri umani, se dotati di
intelligenza inferiore.
Frey è pronto ad accettare il
non-piacevole ma logico (secondo il suo ragionamento),
come conseguenza del concetto che l' intelligenza di
un essere ne determina il rispetto che gli si dovrebbe
portare.
L' errore di fondo di questa argomentazione è il
pensare che la nostra superiorità intellettuale ci dia
una posizione (di superiorità) morale.
Gli animali
non vanno a scuola
Che
gli
animali abbiano un QI inferiore di quello di
un essere umano medio è sicuramente un motivo per non
dare agli animali il diritto di andare all'
università, ma non la scusa per provare gli effetti di
un concentrato di shampoo nei loro occhi.
Il QI dei maiali non li rende adatti ad esercitare una
professione (es guardia medica) ma non è la scusa per
farli ammalare di infiammazioni polmonari in
allevamenti stressanti e rumorosi.
"Siamo
geneticamente e biologicamente più vicini ad
altri esseri umani che agli animali !"
Questo
è chiaro, anche se tutti gli esseri viventi
hanno una comune provenienza dai batteri di 4-5
miliardi di anni fa.
Ma come la filosofa Evelyn Pluhar
ha constatato, i bianchi sono più vicini geneticamente
ai bianchi che ai neri (nonostante si sappia che la
razza pura è un mito).
Questo legittima che i bianchi debbano favorire i
bianchi?
Chi ha adottato bambini dovrebbe avere doveri verso di
loro come se li avesse generati, nonostante siano
geneticamente molto diversi dai genitori adottivi.
Il
ragionamento precedente invece, ci porterebbe a
sostenere che questi genitori avrebbero doveri
maggiori verso lontani parenti – che magari non hanno
mai incontrato, più che verso i bambini che hanno
adottato.
Va
bene sono
specista. Credo che gli uomini siano più
importanti degli animali, allora?
Va bene sono razzista. Credo che gli europei siano più
importanti degli africani, allora?
Nonostante siano cose diverse il ragionamento di fondo
è lo stesso. La convinzione di superiorità rispetto ad
un gruppo di individui.
Voi vegan vi
credete superiori !
I
vegan non
si ritengono superiori a nessuno. Quello
che gli interessa è di estendere il proprio rispetto alla vita
non solo nei confronti dei propri simili, ma anche in quelli degli
animali. Il non
mangiarli e non consumarne i prodotti da essi derivati è
indispensabile per questo fine.
10. Uomini ed animali hanno lo stesso
valore ?
Si e
no,
risponderebbero molti filosofi animalisti.
Abbiamo lo stesso valore riguardo la caratteristica
che vale per tutti gli esseri senzienti, bisogni e
interessi. Per esempio evitare la sofferenza, che è
ugualmente grave, come sostengono i filosofi come
Peter Singer, David DeGrazia e James Rachels.
La sofferenza degli animali deve essere considerata
tanto dolorosa quanto quella degli esseri umani.
Singer prende come esempio che fa male il colpire un
cavallo con un bastone quanto il dare uno schiaffo ad
un bambino. Il colpo genera la stessa sofferenza. In
questa circostanza quindi, l' intelletto inferiore
degli animali non ha significato.
Si può pur dire che gli uomini valgano più degli
animali e di regola dovremmo salvare un uomo in una
situazione dove si deve scegliere tra un essere umano
e un'animale (vedi anche la prossima domanda). In
questo caso la superiorità intellettuale ci dà una
solida posizione, secondo i filosofi precedentemente
nominati.
Per esempio, Singer dice che solo gli esseri
con questa caratteristica sono consapevoli (cioè sanno
che la loro vita ha un passato e un futuro) e
capiscono cosa comporta l’esistere per un periodo di
tempo (possono avere un desiderio di continuare “la
loro vita”)
Gli esseri che vivono in un eterno
presente non sanno di avere una vita, e secondo Singer
c’è bisogno di questa coscienza per poter avere un
"forte diritto di vivere” .(Singer vuol anche dire che
dovremmo tenerci lontani dall'’ uccidere un essere
inconsapevole anche per altri motivi.
Se qualcuno vive
una vita felice, sbagliamo se le mettiamo fine,
indipendentemente dal fatto l'individuo ne sia
consapevole o no)
Scelta di
nascere
Singer
e
altri sostengono anche che non sia
un’espressione di specismo (cioè discriminare
irrazionalmente solo sulla base dell' appartenenza
alla specie umana) sostenere che la vita abbia più
valore se è provvista di un alto grado di coscienza,
ragione e capacità in complicate relazioni sociali
(capacità che normalmente nell'’uomo è ad un livello
superiore che in altri animali).
Se potessimo scegliere tra nascere cavalli o uomini,
sceglieremmo probabilmente la seconda, così facendo
sottintendiamo che la vita umana è di regola più
preziosa di quella degli animali.
Essere
uccisi non è
piacevole
Essere
uccisi capita raramente indolore, perciò non
dovremmo mettere fine ad una vita felice, sia essa
consapevole o no.
Tenendo conto che molto raramente ci
troviamo in situazioni dove dobbiamo scegliere tra la
vita di un animale e quella di un essere umano,
sarebbe meglio, di regola non uccidere mai,
indipendentemente dalla capacità intellettuale
l’individuo in questione.
Tom Regan sulla scialuppa
Il filosofo Tom Regan sostiene che l’uomo e l’animale
abbiano lo stesso "valore intrinseco" (il valore
intrinseco è uguale per Hitler e Madre Teresa, in
parole povere) e perciò si dovrebbe portare ad
entrambi lo stesso rispetto.
Ma l’uomo è più colpito dalla morte di quanto lo siano
gli altri animali, in quanto ha più ricche possibilità
di soddisfazione. Per questo motivo, dovendo scegliere
chi salvare si dovrebbe dare la precedenza ad un uomo,
e non ad un cane per un posto sulla scialuppa.
Tom Regan è uno dei più radicali difensori dei diritti
animali.
...e la
critica di Evelyn Pluhar
Evelyn
Pluhars, filosofa, critica sia Singer che Regan
perché favoriscono l’uomo in questa vita, e in
situazioni di vita o di morte.
Lei sostiene invece che
ci sono tre fattori da considerare quando si deve
scegliere quale vita dovrebbe essere salvata in
situazioni estreme:
- Età; è peggio che muoia un individuo giovane che uno
vecchio.
-
Stato di salute; è peggio che muoia un individuo
sano che uno malato.
- Intelligenza; un essere umano può essere consapevole
di morire, il che comporta una sofferenza maggiore di
quella di un essere inconsapevole.
(Pluhar ritiene dunque che per esempio si dovrebbe
salvare un sano e giovane cane piuttosto che un uomo
vecchio e malato.
La satira di
Swifts: mangiare
bambini
Il
filosofo
Steve Sapontzis riassume il punto di vista
dei sostenitori dei diritti degli animali in questo
modo:
"I difensori dei diritti degli animali non vogliono
allargare agli animali la stessa "stesura" dei diritti
cui gli esseri umani godono, e nemmeno negare che la
vita umana (nel prendere in considerazione che di
regola abbiamo una maggior capacità di creare un mondo
moralmente migliore e che usufruiremo di questa
capacità) può avere un valore morale superiore a
quella degli animali.
Bensì, ciò che i difensori degli
animali sostengono, è che allo stesso modo in cui
sarebbe immorale seguire il "modesto consiglio" di
Swifts, che regolarmente sacrificherebbe l' interesse
degli uomini per soddisfare l' interesse alimentare di
altri uomini, ugualmente dovrebbe essere immorale il
sacrificare regolarmente l' interesse degli animali
per gli stessi fini. (alimentazione)
(La satira dello scrittore irlandese Jonathan Swifts
"Una proposta senza pretese" descrive che si potrebbe
risolvere il problema degli irlandesi, troppa gente e
pochi soldi, vendendo infanti irlandesi come carne per
il pranzo dei ricchi).
Chi
dovrebbe
essere salvato se la casa bruciasse tra
un animale e un essere umano?
A questa domanda abbiamo già in parte risposto nel
ragionamento precedente a proposito del valore degli
animali e degli uomini.
Abbiamo visto che almeno
secondo Singer, Regan e altri filosofi non ci sono
basi specistiche sul fatto che, di regola si
salverebbe un essere umano. (sua consapevolezza ecc.)
A ciò va aggiunto che i conoscenti dell’uomo, nel
maggiore dei casi, soffrono di più della morte dei
compagni di vita degli animali.
Agitazione
nella società
C’è
da aggiungere che se non avessimo come regola
quella di salvare la persona, in queste situazioni si
spargerebbe agitazione nella nostra società.
La gente
avrebbe paura di venir eventualmente sacrificata nella
scelta tra lei o un animale. L’animale non sarebbe
consapevole del fatto che noi optassimo per la
salvezza di un uomo e in queste situazioni, l’animale
non “soffrirebbe in anticipo”, per così dire. Inoltre
di solito, l’uomo soffre di più dopo che un incidente
è accaduto.
Di norma, il legame tra gli esseri umani è più forte
di quello tra gli animali, anche se spesso noi (per
esempio quando separiamo la mucca dal suo piccolo) non
ci accorgiamo che anche gli animali tra loro possono
avere forti legami, come i sentimenti materni.
Non generalizzare situazioni d’emergenza
Un altro modo per rispondere a questa domanda è quello
che ha esposto il filosofo Tom Regan:
Immagina che la casa andasse a fuoco e sei obbligato a
scegliere tra il tuo bambino e un bambino sconosciuto.
Chi salveresti? Probabilmente il tuo. Ciò ha a che
vedere con una sorta di "giustizia veloce” e non col
fatto che uno va in giro e ammazza bambini a caso, per
il gusto di farlo.
Anche se scegliamo di sacrificare
un animale a vantaggio di un uomo, in una situazione
d’emergenza, non significa che possiamo uccidere
animali quando ci pare.
Le donne
prima sulla barca.
Steve
Zapontis dà un altro esempio quando scrive che
anche secondo la tradizionale morale da galantuomo,
donne e bambini dovrebbero salvarsi per primi in una
situazione estrema, ma da questo non bisogna dedurre
che ciò dia il diritto alle donne di usare l’uomo come
cavia per esperimenti di laboratorio, mangiare uomini
a pranzo o cacciarli per sport.
Hitler e il
suo cane
David
DeGrazia sostiene che noi esseri umani abbiamo
la possibilità di fare più del bene, forti delle
componenti morali che ci indicano come comportarci.
Questo fatto, ritiene DeGrazia, sia un argomento per
salvare un uomo prima di un animale.
Questo però presuppone che l’uomo in questione faccia
effettivamente del bene. Questa argomentazione, nella
scelta tra il ripescare Hitler o il suo cane da un
lago ghiacciato, porterebbe al porgere la mano al
cane e lasciar annegare Hitler.
"La
carne
è buona. La sperimentazione sugli animali è
interessante. La pelliccia bella !"
“E’
così bello”, disse un pedofilo dei suoi attacchi
ai bambini, giustificandosi nell’aula del tribunale.
Se si giustificasse l’oppressione degli animali per il
proprio piacere, si perderebbe la possibilità di
giudicare i nazisti, chi usa violenza sulle donne,
capimafia e altri violenti, se un giorno si fosse
vittime di essi.
"Gli
attivisti difensori dei diritti animali sono
contro l’aborto?
Se il ratto ha dei diritti, anche il feto li deve
avere !"
Ci
sono
attivisti che vogliono limitare le possibilità
ad abortire per gli stessi motivi che spingono al
vegetarismo, e ci sono attivisti che affermano che
l’aborto e i diritti animali non hanno niente in
comune.
Tra i maggiori teoretici dei difensori dei
diritti animali e filosofi animalisti, quelli contrari
all’aborto sono pochi.
Si potrebbe ragionare così: tra animali ed esseri
umani ci sono raramente forti conflitti di interesse.
Non accade spesso che dobbiamo uccidere un animale per
evitare che il nostro benessere venga messo a
repentaglio.
Tra il feto e la donna che non vuole avere figli sorge
in effetti un forte conflitto d'interessi.
Ci può essere un faticoso sforzo psicologico per far
nascere e prendersi cura di un bambino che un genitore
non desidera. Molte mamme “involontarie” considerano
la propria vita distrutta , e in una situazione del
genere l’aborto è fondato (specialmente dal punto di
vista di chi ne usufruisce)
Nessun
dolore, nessun riguardo
La
teoria di
alcuni studiosi.
Nelle prime settimane il feto non sente il dolore, non
c’ è quindi niente da prendere direttamente in
considerazione. Quando il feto ha raggiunto lo
sviluppo al punto che può sentire il dolore (dopo
circa 26 settimane, secondo degli esperti inglesi) è
importante che l’ aborto venga attuato nel modo più
indolore, se veramente necessario.
Allo stesso modo se la morte dell’ animale fosse
necessaria , dovrebbe attuarsi nel modo più indolore.
14. Gli animali sono animali e gli uomini sono uomini !
"Gli
animali
sono animali e gli uomini uomini. Questo
basta per capire che si tratta di due gruppi diversi,
con diversi diritti !"
Questa
nostra abitudine di dividere il mondo in
due gruppi nettamente separati “animali” e “uomini” è
un buon esempio dell’ideologia specista.
E' forse
perchè non c’è altro, oltre questa nostra divisione,
che ci dia la sensazione di una classe a parte?
Differenza
di grado o di specie
Darwin
scrisse: “Non si può di certo mettere in dubbio
che certe specie si sono sviluppate molto lentamente e
a poco a poco. Le specie sono così vicine parenti geneticamente,
che
molte di loro sono davvero difficili da distinguere”.
Il biologo inglese affermava che “non ci sono
fondamentali differenze tra gli uomini e i mammiferi
più sviluppati per quanto riguarda la loro capacità
mentale…"la differenza di capacità mentale tra un uomo
e i mammiferi più sviluppati è grande come dovrebbe
essere, ma è una differenza di grado e non oggettiva”.
Il primo sostenitore di Darwin in USA, il famoso
botanico Asa Gray, si fece questa domanda già dal
1880, domanda che venne alla luce della teoria
dell’evoluzione:
"Se è solo una differenza di grado (di capacità
mentale) tra noi e gli altri animali, come possiamo
ritenere che si debbano dare diritti solo agli
uomini?"
Etologia
moderna
Si
chiama
“Etologia” la scienza del comportamento
animale.
La ricerca etologica moderna ha dato ragione a Darwin.
Ha dimostrato che caratteristiche che abbiamo a lungo
creduto fossero proprie solo dell’ uomo (come l'
adoperare utensili, il linguaggio, la ragione) sono
proprie anche di altri animali. Gli uccelli e le
scimmie portano tra gli esempi più lampanti.
Il terzo scimpanzè
Dal prospetto genetico ed evoluzionistico è assodato
che il parente più prossimo allo scimpanzè è
l’uomo.
Ciò ha portato il fisiologo e etologo Jaired Diamond a
chiamare l’uomo il “terzo scimpanzè”, a fianco del
comune scimpanzè e lo scimpanzè nano.
Differenze
rilevanti
Sarebbe
stato assurdo affermare che non ci sono
importanti differenze tra “uomo” e “animale”.
Ugualmente assurdo come il sostenere che non ce ne
siano tra bambini e adulti.
Il fatto decisivo è che le eventuali differenze tra
bambini e adulti, o tra i normalmente dotati e i
ritardati non sono rilevanti per quanta
considerazione, mentre lo sono i bisogni, desideri e
gli interessi dell’individuo.
15. Le origini del pensiero dell'unicità dell'uomo
Da
dove
viene il pensiero dell’ unicità della
posizione morale dell’ uomo, l’idea che l’uomo sia più
importante dell’animale?
Il filosofo James Rachels pensa che il pensiero
dell’unicità dell’uomo poggi su due pilastri:
Il primo è il racconto della creazione, che verrà poi
interpretato dalla Chiesa.
Dio avrebbe creato l’uomo a sua immagine e somiglianza
col compito di “regnare al di sopra tutti gli altri
esseri”. (1 Mosè 1:26).
Questa è l’interpretazione della Chiesa, con
l’eccezione di San Francesco D’assisi che lo
interpretò come “gli uomini sono liberi di fare ciò
che vogliono con il creato”.
Nell’anno cento, la visione del Cristianesimo
occidentale sul valore degli animali si fondò su
questo concetto.
La società che non osserva l’interpretazione della
Bibbia come parola divina o verità assoluta, ha le
basi per rivedere la propria concezione degli animali.
Il cervello
più grande vince
L’altro
pilasto portante dell’unicità dell’uomo (che è
diventato sempre più comune al passo delle
rappresentazioni religiose che hanno invece perso la
loro influenza) è l’idea che la capacità mentale
dell’essere umano gli dia un certo valore.
Abbiamo
notato però che anche questa è un'argomentazione
alquanto fragile. Innanzitutto perché l’intelligenza
non è moralmente rilevante a proposito di quanta
considerazione si dovrebbe avere di un individuo, ma
anche perché la teoria dell’evoluzione di Darwin fa
valere che c’è solo una diffrenza di grado tra noi e
gli altri animali, sulla ragione e capacità
intellettuali.
Il dogma dell’unicità del valore umano poggia su una
base molto traballante, anche secondo James Rachels.
16. Uomini e animali alla pari ! E’ assurdo !
Sostenete
che animali ed esseri umani sono alla pari !
E’ assurdo !
I filosofi come Peter Singer, James Rachels e David
DeGrazia vogliono dire che gli animali e gli uomini
sono alla pari solo nel fatto che bisogna rispettare
gli interessi degli animali (dove il concetto
interesse è usato come sinonimo di desideri e bisogni)
come lo si fa con gli esseri umani.
Osserviamo che stessa considerazione non significa
stesso trattamento.
Si prenda in considerazione
l’interesse degli uomini con gli studi, lavoro fisso e
abitazione, mentre per gli animali, libertà, cibo
adatto, compagnia e socializzazione ecc.
Non si favoriscono certo gli animali iscrivendoli
all’università.
Tom Regan formula il suo punto di vista su animali e
uomini attraverso il concetto che soggetti viventi,
cioè animali e uomini, con capacità di esperienza e
una complessa consapevolezza, sono alla pari in quanto
hanno lo stesso valore intrinseco, lo stesso valore
proprio, e che di conseguenza dobbiamo portargli lo
stesso grado di considerazione.
Non è
necessaria
responsabilità morale
C’è
un'importante differenza tra animali e uomini nel
fatto che solo questi ultimi, (adulti) possono
assumersi pienamente responsabilità morali.
Solo uomini adulti e non ritardati possono scegliere
tra giusto e ingiusto e avere responsabilità morali.
In questa caratteristica animali e uomini non sono
alla pari, ma questa differenza non è una scusa per
sottovalutare gli animali.
Ma chiunque
vede la differenza !
Animali e uomini non sono certo alla pari. Chiunque
vede la differenza !
Coloro che affermano che i bambini e gli adulti sono
alla pari, come per esempio organizzazioni come ilTelefono Azzurro, non
affermano che non vedono differenze tra
bambini e adulti. Sostengono però che si debba
rispettare il bambino come l’adulto.
Quando il
movimento animalista parla di parità tra animali e
uomini, segue lo stesso principio. In casi singoli ci
sono differenze, ma ciò non autorizza che si porti
meno rispetto all’animale.
La parità è un’idea morale, un concetto su come gli
individui debbano essere trattati, non una descrizione
della realtà.
17. Va bene, certi esseri umani non superano alcuni animali...
"Va
bene,
certi esseri umani non superano alcuni
animali in intelligenza e capacità di linguaggio. Ma
dovremo trattare gli individui nel modo che
normalmente si usa per la loro specie, e quindi
possiamo affermare che l’intelligenza è moralmente
rilevante nel “quanto rispetto dovremmo portare a
qualcuno” ma allo stesso tempo non si dia ai bambini e
ai minorati mentali lo stesso basso status morale
degli animali ! "
La
morale
individualistica che molti filosofi
espongono afferma che bisogna trattare una persona per
le sue caratteristiche individuali, prima che per
l’appartenenza ad un gruppo, razza, sesso, ecc. essa
appartenga. (L’ individualismo in questo caso non ha
niente a che fare con l’egoismo, il pensare solo a se
stessi e ignorare gi altri).
Che dobbiamo dare a tutti
la stessa considerazione ma un diverso trattamento è
giustificato solo quando ci sono rilevanti differenze
tra gli individui. (i dottori non dovrebbero dare la
stessa medicina per un malato di cancro ad un malato
di cuore).
C’ è una differenza morale rilevante. L'
assistenza medica dovrebbe però ugualmente investire
la stessa quantità di risorse per entrambe i pazienti.
Dovrebbero averne la stessa considerazione,
intelligenza, appartanenza alla razza, ecc, non è una
differenza morale rilevante.
Giudizio
individuale
Questo
è un punto di vista che riteniamo certo nel
trattare con esseri umani. Quando per esempio esso
cerca un impiego non deve essere giudicato a seconda
di eventuali aspetti che caratterizzano il suo gruppo
(classe sociale, sesso, ecc.) ma per le sue
caratteristiche personali e meriti.
Se si dimostrasse che l’uomo ha una pesante tendenza
biologica all’ aggressività e la donna allo stesso
modo tende alla compassione e cura (osservare che non
intendo dire che sia solo esattamente così) sarebbe
una scusa fondata il discriminare gli uomini coinvolti
ad esempio nell’assistenza ai malati.
Da come la
natura ha creato l’uomo, è indiscutibile che certi
uomini sono più compassionevoli e predisposti ad
aiutare il prossimo di certe donne, quindi ognuno
dovrebbe essere giudicato solo per le sue individuali
caratteristiche.
La domanda è perché questo principio non abbracci
anche il nostro rapporto con gli animali. Il fardello
della scelta grava su quelli che non affrontano il
passo logico di lasciare tutti gli esseri senzienti
entrare a far parte di questa visuale.
Darwin: Non
ci sono specie
James
Rachels vole dire inoltre che l’individualismo
morale accorda col pensiero di Darwin che in effetti
non ci siano specie, ma che tutti noi che viviamo
sulla terra siamo individui che più o meno si
assomigliano.
Su "L’ evoluzione della specie", Darwin scrisse:
"considero il termine specie come un termine di comodo
ampiamente accettato per un gruppo di individui che
sono molto simili tra loro…
”Non potete paragonare bambini ad animali !
"I
bambini
sono potenziali esseri intelligenti capaci
di avere responsabilità. E’ perciò che non possiamo
metterli alla pari con gli animali e quindi dobbiamo
dare ai bambini - e non agli animali - gli stessi
diritti degli adulti. E’ il potenziale di per sè la
rilevante differenza morale tra bambini e animali !"
E’
vero che
la maggior parte dei bambini sono
potenziali esseri (ovvero possono svilupparsi in)
responsabili, ragionevoli e intelligenti, che possono
riflettere eticamente e distinguere bene dal male. E’
però incerto che quel potenziale sia moralmente
rilevante.
L’uovo e la
gallina
La
principessa Vittoria di Svezia è la potenziale
regina.
Ciò non significa che abbia gli stessi diritti della
regina.
Un feto è un potenziale essere umano intelligente allo
stesso grado di un bambino.
Però non diamo al feto lo
stesso valore che ad un essere umano adulto.
Un uovo fecondato è una potenziale gallina. Però
vediamo che c’è molta differenza tra il buttare
un’uovo in una pentola bollente o una gallina viva
nella stessa pentola.
In breve, non diamo grande importanza alla
potenzialità (possibilità di svilupparsi) quando
facciamo una decisione sul valore morale, ma
consideriamo uomini, animali e altro a seconda della
loro caratteristica attuale.
La domanda è perché lo
dovremo fare quando si parla di bambini e loro
potenzialità?
La causa per cui diamo al bambino i diritti basilari
è, esattamente come per gli animali, che possono
soffrire, che hanno un benessere individuale, ossia
una vita che può diventare "bella" o "brutta"
Qual’è
l’errore nel
maltrattare i bambini
La potenzialità non è rilevante.
Come
risposta alla domanda: “perché non dovremmo
maltrattare i bambini?” uno potrebbe rispondere
(invece che dire non è giusto perche "fa male", non si
ottiene nulla di concreto ecc.): "il maltrattamento
infantile è sbagliato in quanto il bambino è
potenzialmente capace, diventato adulto, di assumersi
responsabilità, di ragionare e diventere un essere
intelligente.”
Colui che si
sente soddisfatto da questa risposta deve
ricordarsi che ci sono molti bambini che non
arriveranno mai ad essere responsabili e intelligenti
come “normali” persone adulte.
La potenzialità, come argomentazione, non salverebbe i
ritardati e coloro che hanno subito danni mentali.
18. Sembra strano dare la stessa attenzione
agli
animali
Nelle
domande etiche bisogna portare argomentazioni
per chiarire il concetto. Non possiamo credere
ciecamente ai nostri sentimenti, per quanto forti
possano essere.
Prendiamo come esempio la domanda dello schiavismo o
del razzismo.
Nell’anno cento, la maggior parte dei bianchi era
convinta che i neri valessero meno dei bianchi.
Se si fosse deciso di fare le proprie scelte di base a
ciò che la gente crede, sarebbe stato difficile
disfarsi della schiavitù. (quella che in larga scala
ci racconta la storia.)
Già allora c’erano persone
che, non accettando questa situazione, si chiedevano
perché i bisogni dei neri, i loro desideri e interessi
dovessero essere considerati meno importanti. Quando
si esaminavano le risposte si arrivava alla
conclusione che queste non avevano fondamenta logiche.
Dovremo in altre parole, stare attenti a “ciò che ci
sembra giusto”. Dietro intuizioni poco critiche si possono annidare
pregiudizi o incomprensioni. E’ quindi
importante fare in modo che i nostri sentimenti siano anche appoggiati
della ragione e dal logico pensare.
Accendere il
fuoco della collera
Con
ciò non è detto che la vita politica o etica non
dia posto ai sentimenti. Al contrario! Quando
scopriamo quanto irragionevole e pieno di pregiudizi
sia il razzismo e lo sfruttamennto degli animali, ci
arrabbiamo per quello che spesso malamente colpisce le
vittime dei pregiudizi.
Sarebbe strano se non lo
facessimo.
I sentimenti sono una forza trainante per l’impegno.
Stare in
guardia contro l’egosmo
Dovremmo
essere molto dubbiosi quando la sensazione o
l’intuizione morale ci favorisce, come per esempio
quando i bianchi accettano lo sfruttamento del lavoro
a basso costo con la giustificazione della
“superiorità della razza bianca”, o quando le persone
difendono il loro desiderio di mangiare carne con la
giustificazione della “superiorità dell’uomo
sull’animale”.
Alla base di questi sentimenti si
nasconde spesso nudo egoismo.
I sentimenti sono in se', alla base dell’etica nel
fatto che sono la condizione che ci immedesima nella
vita in altre situazioni, il che è a suo modo una
condizione per una riflessione etica.
Nessuno
può dire che l’altro
non ha ragione !
"Nessuno ha ragione in fatto di etica e morale. Tu
puoi pensare una cosa, io un’altra. Nessuno può dire
che l’altro non ha ragione !"
Questa
obiezione - che mischia domande etiche con
gusti personali – fa spesso da entrè quando un
non-vegetariano o uno sperimentatore su animali non trovano più
argomenti logicamente discutibili. Può
suonare come un democratico tollerante e illuminato
punto di vista, ma se si vede la domanda sul
maltrattamento dei bambini e lo schiavismo si nota che
questa obiezione non tiene.
Domande
etiche e pareri personali
C’è
differenza tra domande etiche e pareri personali.
Nelle domande etiche ci sono – dato che una domanda va
chiarita da ragione e logica – alcuni concetti che
sono più difendibili di altri.
E’ per questo che
possiamo giudicare negativamente il razzismo e la discriminazione
sessuale. Ma nei pareri personali per es. quale cibo
sia “più buono” quale musica “più bella”, è
inutile
argomentare a proposito. Su questi gusti dovremmo
essere tolleranti ed accettare diversi pareri.
19. Il valore umano si metterebbe a
repentaglio !
Il valore umano si metterebbe a repentaglio se
sopravvalutassimo gli animali !
Il
valore
della vita non è scaduto a seguito
della caduta dello schiavismo, e nemmeno quando l’uomo
e la donna sono arrivati ad essere alla pari.
Fino a
quando un gruppo (per es. gli animali) verrà
discriminato, saranno in pericolo altri gruppi (per
es. gli handicappati). Infatti quando a un gruppo si
esclude dalla morale comune, essa può essere usata per escludere
altri gruppi.
Questo può spiegare anche il fatto che si trova un'alta
percentuale di vegetariani specialmente negli ambienti di
lavoro che hanno a che fare con gli handicappati.
Allenamento
di emapatia
Tra
l’altro
è facile capire che il nostro metterci nei
panni di persone emarginate o soggette ad ingiustizie,
aumenta la nostra capacità di accettarle, se impariamo
a prendere gli animali – esseri in cui abbiamo
difficoltà ad identificarci più che negli esseri umani
– e la loro sofferenza sul serio. Cosa che, assieme ad
altri filosofi, sottolinea Torbjörn Tännsjö.
20. Dovrebbero darsi ad uomini ed animali gli stessi diritti ?
Si e
no.
Agli animali dovrebbero darsi gli stessi
diritti fondamentali degli uomini come il diritto alla
vita o evitare le torture.
Sarebbe però insensato dare
all’ animale il diritto della libertà di stampa, di
religione, voto o studio.
Gli animali come i bambini e
le persone con più o meno gravi disturbi mentali, non
hanno interesse a questi diritti.
21. Va bene uccidere gli animali in modo indolore ?
Peter
Singer
spiega che è sbagliato uccidere esseri
che potrebbero avere una vita felice davanti a se.
Perché
mettere fine ad una vita felice? Tom Regan e Gary
Francione spiegano che l’animale ha altri interessi
che l’evitare le sofferenze, prima di tutto il non
essere trattato solo come un mezzo per scopi umani.
Essi intendono che la schiavitù “felice” non è per
questo minor schiavitù, un assassinio indolore non è
un minor assassinio.
Il processo delle industrie della morte
In
tutti i
casi bisogna notare che è molto difficile
uccidere animali in modo indolore fin quando ci sarà
un così grande numero di animali nelle fattorie come
oggi. L’enorme quantità di animali ci obbliga alla
macelleria industriale con rumori e lamenti
incessanti, macchinari elettrici, odori, riverberi di
luci e di rumori che creano stress.
Allo stesso tempo
che i mattatoi regionali e locali chiudono e i macelli
si concentrano in pochi giganteschi fabbricati,
aumenta anche la lunghezza dei trasporti.
E’ giusto
uccidere bambini ?
Ma allora se
si uccidessimo gli animali nella nostra
campagna?
Si
può dare una controdomanda : E’ giusto
uccidere esseri umani, per esempio minorati mentali o
bambini in fasce, dei quali l’intelligenza non supera
quella di molti animali?
Fin quando sosteniamo che è
sbagliato uccidere esseri umani, di conseguenza
dovremo ritenere che l’uccisione indolore di animali
(allo stesso livello intellettuale) sia sbagliata.
22.Quali animali possono soffrire ?
Dove
porre
un margine secondo il quale bisogna dare
più importanza a certi animali?
Quali animali possono
soffrire? Gamberi? Ostriche?
E’ sempre difficile dare un margine. Quando si può
ritenere che una donna sia alta? 175 cm? 180 cm? 185
cm? Questa differenza non impedisce che non si possa
vedere la differenza tra una donna di 145 e una di
190.
Una è bassa, l’ altra è alta.
Allo stesso modo si può giudicare la capacità di un
animale di soffrire.
Anche se può essere difficile
dare un margine esatto, ci sono sempre i casi
evidenti, e la maggior parte degli animali che
sfruttiamo fanno parte di questi casi evidenti.
Nel caso sia difficile giudicare la capacità nello
sperimentare il dolore, per es. delle ostriche,
dovremo fare uso del “beneficio del dubbio” , ovvero
essere abbastanza generosi finchè non è un grande
sacrificio l’evitare di ucciderle.
Osserviamo che lo stesso vale per gli esseri umani.
Anche se non sappiamo esattamente quando sia
accettabile uccidere un essere umano (feto, coma
irreversibile, in guerra o per difesa personale) ci
sono casi lampanti che ci inducono al non farlo.
23. Ma gli animali esistono per noi !
"Se gli
animali non esistessero per noi, quale sarebbe
il loro scopo? "
Tanto
l'uomo
quanto l'animale non esistono per essere
utilizzati.
“Gli animali del mondo esistono per essi stessi. Non
furono fatti per gli uomini, più di come i neri per i
bianchi o le donne per gli uomini”, scrive la
scrittrice di colore Alice Walker.
24. Useresti la violenza contro un animale per leggittima difesa ?
Visto
che la
maggior parte degli uomini userebbe la
violenza se obbligati, per es. se qualcuno cerca di
ucciderli, farlo non sarebbe un gran problema.
Solo
il pacifista più radicale può affermare che non si ha
il diritto di difendersi in una situazione estrema
dove un orso o un assassino ci attacchi. (Il rischio
di essere uccisi da un essere umano è in genere molto
maggiore)
25. Gli animali da allevamento non possono sopravvivere in natura !
Quando
i
filosofi parlano di liberazione, si tratta di
liberazione dalla tirannia dell’ uomo; liberazione
dalla sofferenza e dalla morte prematura.
E’ chiaro
che non si possa lasciare libero un animale senza
pensare alle conseguenze. (alcuni animali come per
esempio il maiale, sopravvive bene in natura)
Quando smetteremo di fecondare forzatamente gli
animali da allevamento, il loro numero diminuirà
gradualmente quindi i vecchi animali moriranno e
nessun piccolo verrà fatto nascere forzatamente.
Lo
stesso vale per gli animali allevati per le pelliccie
e per la sperimentazione.
26. Va bene avere animali da compagnia ?
Si
è
arrivati a diverse conclusioni.
Coloro che raccomandano gli animali da compagnia
dicono che animali e uomini possono vivere insieme
senza “usarsi” a vicenda. Dicono anche che vivere
vicino ad un animale da compagnia sia un buon modo per
imparare a conoscere gli animali e rispettarli
-trattandoli bene ecc.-
Lo storico Keith Thomas scrive che l’ incremento delle
persone di classe media nelle città che avevano un
animale da compagnia (in Inghilterra nel 1500-1600)
portò all’ abbattimento del muro tra uomini e animali
e gettò le fondamenta del concetto che l’animale
dovesse esser preso moralmente in considerazione.
Molti scrittori inglesi del 1700 parlavano di animali,
anche il filosofo Jeremy Bentham aveva un animale.
Coloro che difendono il fatto di avere un animale da
compagnia dicono anche che un animale può dare
all’uomo la possibilità di amare e di sentirsi amato.
Schiavi da
compagnia ?
Chi
è
critico verso gli animali da compagnia dice che
sia una forma di schiavitù, e che alla fine colui che
decide è l’uomo. Anche se ben nutriti e ben tenuti gli
schiavi sono sempre schiavi, scrive il critico e
animalista John Bryant in un attacco al fenomeno degli
animali da compagnia.
I critici dicono che l’ animale è divenuto sofferente
a forza di essere allevato per ottenere speciali
caratteristiche. Comunque sono tutti d’accordo che è
giusto prendersi cura di un animale al quale
probabilmente si sarebbe tolta la vita.
Sono inoltre tutti contrari all’allevamento e la
selezione degli animali per la commercializzazione.
Dare
ospitalità ai rifugiati
“Io
non
ritengo che gli animali debbano essere
allevati per diventare animali da compagnia, ma la
verità e che ci sono tantissimi animali abbandonati
nei canili. Io ho quattro cani che sarebbero stati
uccisi se non me ne fossi preso cura.
Li tratto come
rifugiati, non come “beni da compagnia” , dice il
giurista e filosofo Gary Francione in un’ intervista.
Poi bisogna pensare a cosa dargli da mangiare.
Un vegetariano vorrebbe chiaramente evitare di dare
carne al “suo” animale. I cani possono essere vegani,
per i gatti il fatto è molto discusso.
27. Dolore e morte sopraggiungono anche nella vita selvatica !
Quindi
si
può considerare il dolore e la morte a cui
le mucche da latte sono destinate sia meno grave?
Una pur “brutta” evenienza (es. morte della preda in
natura ) rende un’ altra evenienza meno “brutta?”
(sfruttamento e macello)
Il male che facciamo nei laboratori e negli
allevamenti lo possiamo correggere.
Per ciò che accade in natura è molto difficile far
qualcosa senza mettere a repentaglio equilibri
biologici, come per es. la varietà e la ricchezza
biologica.
L’ uomo ha fatto (e continua a fare) grandi
interventi sulla natura e le conseguenze di questi
sono spesso spaventose.
28. I diritti presuppongono anche doveri !
"L’animale
non ha doveri e di conseguenza non ha
diritti!"
I
bambini e
i minorati mentali non hanno doveri di
grado maggiore degli animali. Non è un valido motivo
per il quale non gli si debbano dare dei diritti.
Perché hanno diritti? Bene, sono esseri la cui vita
può prender forma verso il meglio o verso il peggio.
Hanno l’interesse di vivere una vita dignitosa, a non
essere torturati ecc. La stessa motivazione si può
usare per dare diritti agli animali.
Il fulcro dei diritti morali (diritto alla vita, buona
qualità di vita ecc.) è che questi interessi vengano
soddisfatti. L’ animale si trova, in quest’ ottica
nella stessa categoria del bambino e del ritardato di
mente, e fin quando riteniamo che ad un gruppo debbano
essere riconosciuti dei diritti, dobbiamo affermere lo
stesso per l’altro.
29. Gli animali non possono capire cosa sia
la
giustizia
Gli animali
non possono capire cosa sia la giustizia.
E’ perciò che non abbiamo il dovere di
dimostrargliela!
Può
essere giusto che gli animali non capiscono il
concetto come giustizia, libertà, uguaglianza ecc. Ma
in che modo ciò dovrebbe essere moralmente rilevante?
Il bambino non supera l’animale in questa concezione,
ma ciò non significa che il bambino non abbia diritti,
che non lo si tratti bene ecc. Ogni volta che ci si
riferisce a qualche speciale caratteristica, bisogna
chiarire in quale modo sia moralmente rilevante.
Alcune
persone sono non vedenti. Se qualcuno
suggerisse che a tutti i ciechi si debbano sottrarre i
diritti umani – così che per es. la scienza possa
utilizzarli per sperimentazioni scentifiche - sarebbe
giusto ci chiedessimo: ma cos’ha a che fare il senso
della vista con i diritti di base come vita e libertà?
Non è però ingiusto dire che i ciechi non hanno il
diritto di diventare per esempio, tassisti. In questo
caso il loro handicap è rilevante. Lo stesso vale per
gli animali.
Nessuno ha detto che non ci debbano
essere grandi differenze tra uomini e altri animali (o
tra uomini e uomini o animali e animali). La questione
è se, o in che modo, le differenze siano moralmente
rilevanti.
Dritto di
voto
La
(solitamente) superiore intelligenza dell’uomo è
moralmente rilevante quando si tratta per es. decidere
chi debba avere il diritto di voto o il diritto agli
studi universitari.
Sostenere che gli animali – o i bambini in fasce –
dovrebbero avere questi diritti sarebbe assurdo, e i
difensori dei diritti animali non si occupano di
questi nonsense.
In questa visuale (chi abbia il diritto al voto ecc.)
la differenza nella capacità mentale è rilevante. Ma
quando si tratta di sofferenza non lo è.
Schampoo
negli occhi
Quando
si
versa shampoo negli occhi di un coniglio per
testare i danni del prodotto, che rilevanza ha l’
intelligenza limitata del coniglio? Un essere meno
intelligente non soffre meno di uno più intelligente
nell’avere shampoo negli occhi. In questa situazione
l'intelligenza non è rilevante così come non lo è
il
colore delle pelle, il sesso, o l'appartenenza ad una
specie.
31. Il movimento per i diritti animali è antiumanistico ?
L’
umanismo
è basato sull’ unicità e l’uguaglianza
tra gli uomini. Il movimento per i diritti animali è
perciò antiumanistico?
La
questione, chiramente, dipendente da cosa si
intende per umanismo. Se come umanismo si intende che
l’uomo ha il diritto di usare altri animali per
utilità e divertimento, naturalmente l’ umanismo
andrebbe messo al bando. “Sciovinismo di specie” o
“tirannia specista” sarebbe il nome più adatto per
questa ideologia, sorella del razzismo.
Abbattere le
barriere
C’
è
infatti un’ altra visione su cosa implica
l’umanismo.
Peter Singer la formula così: “La base per il vero
umanismo è l’abbracciare nella sfera della compassione
la sofferenza degli altri esseri viventi e l’abbandono
di tutti i fanatismi ideologici e religiosi… l’
umanismo ha abbattuto le barriere tra gli uomini…
questa considerazione un giorno si allargò per
comprendere tutti gli esseri della nostra specie, un
logico passo sarà il mettere in discussione anche i
limiti tra le specie.
Un giorno l’ umanismo oltrepasserà questo limite e
quindi oltrepasserà se stesso. Non sarà più
“umanismo”
ma compassione verso tutti gli esseri senzienti. Il
vegetalismo o veganismo e la liberazione animale sono
basati sull’umanismo, tengono conto del suo
contributo, ma vanno oltre lo stesso.”
L’ attivismo
per i diritti animali si può considerare come un
approfondimento dell’ umanesimo.
I
fondamentalisti dell’umanismo
Sverker
Sörlin, ideologo storico e professore in
storia dell’ambiente, ha scritto: “Ai miei occhi i
vegani appaiono come una sorta di fondamentalisti
dell’umanismo, la loro attenzione non si limita agli
esseri umani. Hanno preso la loro “decisione dell’
anima”.
Vogliono far allargare l’etica verso gli altri
esseri.”
32. Si possono ammazzare gli animali nocivi ?
Dipende
chiaramente da quale animale si tratta.
Uccidere “animali nocivi” come foche e alci non è come
uccidere un tarlo.
Peter Singer sostiene che va bene uccidere certi
“animali nocivi” , se veramente c’è un conflitto di
interessi; se abbiamo delle scuse molto forti per
uccidere l’ animale.
Egli sottolinea l’ importanza di vedere che ci sia un
conflitto di interesse, ma che dobbiamo sempre
prendere in considerazione l’animale. L’ uccidere un
ratto non è lo stesso che lo strappare erbacce o
rompere un ramo.
Anticoncezionali
per gli animali
Quando
avremo capito questo svilupperemo altri metodi
per tener lontani i cosiddetti animali nocivi e
risolvere conflitti tra uomini e altri animali. Per
esempio distribuendo bocconi che rendano sterile
l’animale, invece di ucciderlo lentamente e
dolorosamente con il veleno.
Voi uccidete
gli insetti coi
diserbanti !
Bisogna
considerare innanzitutto che i vegan cercano
di limitare le sofferenze degli animali. Non è
possibile eliminare tutte le sofferenze, ma è un bene
alleviarle per più individui possibile.
Si possono fare diverse considerazioni:
1) La maggior parte delle coltivazioni esistono per
produrre cibi per animali (diciamo l'80% per difetto),
si ammazzano molti più insetti di quanto non si
coltiverebbe per i soli esseri umani. Infatti per fare
un chilo di carne di manzo ci vogliono di media 110
chili di piante. (considerando la media vitale
dell'animale e la quantità di cibo giornaliero)
(per produrre un g. di proteine animali ce ne vogliono
ben 28 vegetali)
Mangiare una fettina di carne quindi provoca molte più
morti d'insetti che mangiare un piatto di fagioli o
ceci dallo stesso contenuto proteico.
2) le coltivazioni destinate animali distruggono l'ambiente e lo
depredano di moltissime specie che loabitano (vedi tutti i boschi
rasi al suolo per fare carne e latte)
3) un insetto non viene ucciso apposta, e nella sua
vita non lo obbliga a sofferenze atroci negli
allevamenti come si fa per maiali ecc ecc.
4) Ammazzare un insetto incidentalmente non è come
torturare una gallina apposta, quindi l'uccisione
degli insetti che attaccano piantagioni si possono
considererare inevitabili, per legittima difesa, se
chi mangia le piante è infine l'uomo.
5) La morte di un insetto non è da paragonare alla
morte di una gallina. Molti etologi sostengono che
insetti che attaccano le piante hanno un sistema
nervoso molto più elementare di una gallina o di un
pesce, e senza dubbio della maggior parte degli
animali che gli uomini sfruttano e uccidono per
alimentarsene.
33. A me interessa solo la massima felicità.
"L’
unica
cosa che mi interessa è massimizzare la mia
felicità. Non divento più felice smettendo di mangiare
carne. Quindi non c’è motivo per me per diventare
vegetariano!"
Se
qualcuno
sostenesse: “L’ unica cosa che mi
interessa e massimizzare la felicità di coloro nati di
giovedì” noi potremmo chiedergli “ Cosa c’è di
speciale nell’essere nati di giovedì?
Perché solo la
loro felicità e desideri dovrebbero considerarsi più
importanti?” Ci accorgeremo che le persone nate in
altri giorni hanno lo stesso bisogno e desiderio di
provare felicità. La dichiarazione secondo la quale
noi dovremmo dare più importanza a quelli nati di
giovedì darebbe infondata.
Lo stesso vale per il
razzismo. Quando i razzisti sostengono che verso i
bianchi si deve avere particolare considerazione,
chiediamo con critica “Cosa c’è di speciale nei
bianchi? Perche la loro felicità deve pesare più di
quella dei neri? Non hanno i neri lo stesso interesse di stare bene?”
Secondo questo pregiudizio, il colore
della pelle è accettato come caratteristica di
discriminazione ma non ha rilevanza morale.
A qualcuno che dice: “I miei interessi, la mia
felicità sono i più importanti” potremmo chiedere la
stessa cosa: “Cosa c’è di speciale proprio in te?
Perché proprio i tuoi intressi devono essere più
importanti?
Cos’ hai fatto per meritarti questa
particolare attenzione? Godi la vita più di altri?
Quale particolare dote possiedi?” Si capisce quindi che l’egoismo –l’
affermazione secondo
la quale “ai miei desideri e bisogni, solo in quanto
miei, devo dare un peso particolare- è dello stesso
tipo del razzismo, o della teoria che a coloro nati di
giovedi si debba dare più importanza.
Il fatto che siano i miei interessi, che rilevanza ha?
Perché dovrebbero essere più rilevanti del colore
della pelle?
Noi – e gli
altri
Per
considerare qualcuno in modo diverso bisogna
sottolineare un particolare requisito che ne
giustifichi il motivo (si può giustamente impedire ad
un bambino di studiare all’ università con la
motivazione che non potrebbe sostenere gli studi.)
Per l’ iscrizione all’ università, la capacità
mentale, a differenza dell’ appartenenza a una certa
razza, è una caratteristica moralmente rilevante che
giustifica uno speciale trattamento).
L’egoista non può mostrare una caratteristica che
giustifichi un trattamento speciale e positivo proprio
nei suoi confronti. Gli egoisti, esattamente come i
razzisti dividono senza basi ragionevoli il mondo in
due parti. Io/noi - e gli altri.
Cosa
c’è di così
speciale negli esseri umani
Notare
che
la stessa domanda critica si dovrebbe fare
agli specisti (sign. spiegato nella prima FAQ) che
sostengono che solo la felicità umana è importante.
“Perché gli esseri umani hanno una speciale capacità
di godere la vita? Ci siamo meritati una vita così
speciale? Perchè la sofferenza dei membri della specie
Homo Sapiens dovrebbe contare di più di quella
corrispondente degli animali?”
“…la cosiddetta legge della giungla dovrebbe
estendersi dalla sola sfera umana a tutto il regno
animale.”
(Lettera a The Humanitarian, Thomas Hardy 1840-1928)
34. Solo gli uomini hanno un’ anima immortale !
Alcuni
cristiani sostengono che solo gli esseri umani
hanno un'“anima immortale”. Se fosse così, anche lo
scrittore e teologo C.S.Lewis e il cardinale
Bellarmine hanno constatato , il nostro dovere di
prendere sul serio gli animali deve aumentare, visto
che la vita loro offerta sulla terra è solo una e non
possono aspettarsi nessuna compensazione nel regno dei
cieli.
“L’ assenza dell’anima è in questo caso molto
rilevante per l’ argomento, un argomento contro la
sperimentazione sugli animali”
C.S. Lewis (1898-1963) “Un motivo per l’abolizione”
35. La Bibbia ci dà il diritto di mangiare carne !
La
visuale
del Creatore era che l’animale avrebbe
dovuto vivere una buona vita e in libertà, mentre noi
ci saremmo cibati di vegetali (Mosè 1.29), sostengono
molti attivisti cristiani.
Subito dopo il giudizio universale “pensò” Dio, come
conseguenza del peccato, di compromettere e sanzionare
chi si cibò di carne.
L’ ideale vegetariano riappare
nella visione di Isaia sulla terra promessa, dove “i
lupi conviveranno con gli agnelli, le pantere
riposeranno coi capretti… e il leone mangerà paglia
come i buoi” (Is. 11:6-9).
Gesù non si rimpinzò di animali, come molti dei suoi
posteriori seguaci. Secondo il vangelo mangiò pesce,
ma ciò non è molto strano. In Palestina in quel tempo
non c’era probabilmente nessun’altra fonte proteica.
Questo problema non lo abbiamo oggi, dall'ideale
biblico le abitudini alimentari vegetariane vengono in
una nuova luce, sostengono i cristiani interessati
agli animali.
Una fonte d’ ispirazione per l’ attenzione agli
animali può trovarsi nella parola di Gesù nel vangelo
secondo Matteo “Non si vendono due passeri per una
moneta? Nessuno di essi cadrà al suolo se non il
vostro Padre”.
La parabola, si crede si sciolga nella
spiegazione secondo la quale Dio si identifica
nell’animale fino al grado in cui quando un animale
muore così muore anche Dio con esso.
36. Le verdi distese sarebbero in pericolo se l’animale non ci pascolasse !
Possiamo
mantenere i campi coltivando fonti di cibo.
Radici, frutta, verdure e inserendo riserve di animali
liberi quando non si useranno più per gli allevamenti.
Se ci sarà un forte desiderio di vivere la
bellezza dell'estate sui prati potremmo con le tasse,
pagare subito lavoratori per curare prati con falci o
falciatrici, allo stesso modo di come le paghiamo oggi
per proteggere i bei parchi cittadini.
Neri in
campi di cotone
Gli
animali
che pascolano sono belli!
Agli
uomini
piace l'avorio, anche se non accettano
che gli elefanti si sparino per un motivo qualunque.
Per questo sempre meno gente acquista oggetti
d'avorio.
Se lavoratori "neri dai corpi nudi su bianchi
campi di cotone" infondessero a qualcuno arte o bellezza,
ovviamente non potremmo prenderla come
argomentazione sullo schiavismo dei neri.
Nel caso dei campi, quindi, la componente estetica
deve passare in secondo piano rispetto a quella etica,
cioè evitando che gli animali vengano sfruttati.
37. Rimarremmo senza concime !
Rimarremmo
senza concime se scomparissero gli
allevamenti!
No.
Innanzitutto è importante ricordarsi cos'è il
concime, cioè vegetali passati attraverso un animale.
Piuttosto si potrebbero fare i compost (macerare
naturalmente), si possono anche utilizzare gli escrementi umani, e in
secondo luogo si potrebbe
utilizzare il metodo della coltivazione a rotazione (sovescio)
per
dare al terreno il nutrimento necessario utilizzando
legumi che fissano l'azoto come piselli, fagioli,
lupini etc.
Ripristinare
l'anello della vita
Tra
i
diversi metodi che esistono per coltivare senza
l'uso di allevamenti, è tuttavia cosa più importante
il "ripristinare le connessioni" iniziando a riciclare
gli escrementi umani usandoli nei campi. Questo si
attua già su larga scala in Cina, ma anche in diverse
oasi ecologiche in Svezia. I raccolti danno prodotti
biologici.
38. Gli animali ci invaderebbero !
E'
incredibile quanto spesso si senta questa assurda affermazione.
Bisogna considerare che non si proporrebbe mai di rilasciare gli
animali così tutt'a un tratto in balia di se stessi
per le strade.
La gente non diventa vegetariana nel giro di una notte
come neanche la sperimentazione sugli animali non
terminerà nel giro di una notte.
Più vegetariani ci
saranno, più la richiesta di carne diminuirà, sarà
un
processo lento, durante il quale si alleveranno sempre
meno animali.
Fin quando ci saranno animali che non
sopravviverebbero da soli, sarà nostra responsabilità
di permettere loro una vita naturale e migliore
possibile, senza ucciderli in anticipo.
Nordisti e
sudisti
Nei
libri di
storia si legge che quando i nordisti
volevano liberare i neri dalla schiavitù, i sudisti
sostenevano che i neri erano abituati ad essere
schiavi e avevano bisogno dei padroni, per cui la loro
liberazione avrebbe creato grossi problemi. Secondo
loro non avrebbero avuto cosa fare e dove stare,
sarebbero stati perduti!
Di fatto continuarono a lavorare nei campi, il loro
status divenne pari agli altri esseri umani, ma la
tratta dei neri venne finalmente interrotta.
39. Se non li allevassimo non esisterebbero !
Se
tutti
diventassero vegetariani molti animali non
avrebbero la possibilità di venire al mondo. Gli
animali dovrebbero essere felici che li mangiamo,
altrimenti non esisterebbero!
Mettiamo
il
caso che ci siano persone che amano i
bambini, ma li uccidessero per es. all' età di tre
anni.
Potremmo accettare che si difendessero dicendo
"I bambini dovrebbero esser felici di essere stati
messi al mondo, tre anni di vita sono meglio di
niente!"
Maiali
felici
E'
difficile
allontanarsi dalla considerazione che gli
esseri umani mangiano carne perché è buona, e non
quella secondo la quale l'animale mangia l'altro
animale "per il proprio bene" - Proviamo lo stesso ad
analizzare quest'ultima, isolandola.
La questione pare che sia fondata sul fatto che si
crede che la vita negli allevamenti sia piena di cure
e benessere, perciò si stia facendo un servizio all’
animale perché lo si è messo al mondo.
Questo presupposto è dubbio. La maggior parte degli
animali vengono tenuti così male che la loro vita è
fatta di sofferenza piuttosto che di felicità o
libertà.
Gli abitanti delle fabbriche di animali soffrono di
stress, malattie, angoscia e tristezza. Non li si
favorisce certo solamente mettendoli al mondo.
C’ è un
millesimo di maiali che può uscire all'aperto, (come
galline ecc.) le quali vite in confronto sono
migliori.
Più
sono – più
felicità
Abbiamo
quindi la responsabilità di mettere al mondo
questi animali felici?
Questa è una complessa domanda
filosofica. A colui che si pone questa domanda si
dovrebbe chiedere se davvero intende che noi abbiamo
la responabilità di mettere al mondo il maggior numero
di animali possibili.
Se egli sostiene di sì, allora deve anche significare
che siamo anche obbligati a massimizzare il numero di
esseri umani, qualcosa che porta questo debole appello
a un’ opinione che contrasterebbe con i metodi
anticoncezionali, l’aborto ecc.
D’ altra parte, siccome dovrebbero vivere molte più
persone, sulla Terra si mangerebbe più cibo vegetale,
diminuirebbero gli animali che se ne cibano, portando ad un inevitabile
calo di
allevamenti e del mangiar carne.
Vita nelle
riserve
Inoltre,
se
fossimo obbligati a massimizzare il numero
di animali sulla terra, non ci sarebbe il motivo di
separarli dalle loro madri, castrarli, tenerli in
cattive condizioni, trasportarli e macellarli in
circostanze industriali.
Gli animali d’allevamento che decideremo di tenere –
quando non mangeremo più carne – dovrebbero poter
vivere il più possibile in libertà e nel miglior modo
possibile, forse in grandi riserve
40. I pesci non soffrono !
"Cosa c’
è di sbagliato nel pescare? I pesci non
soffrono!"
Immagina
che
ti allungassi per prendere una mela che
pende da un albero quando improvvisamente un gancio ti
si infilasse nella mano e ti sollevasse – con tutto il
peso del corpo sulla mano infilzata – in un’ atmosfera
dove non puoi respirare.
Sulla più grande ricerca indipendente che si si fatta
sul dolore nei pesci, The Medway Report (1980), si è
constatato all'unanimità che l'evidenza del dolore nei
pesci è forte come l’evidenza del dolore negli altri
vertebrati.
La
carne
contiene colesterolo e grassi saturi, dei
quali dovremmo diminuire il consumo.
La carne non
contiene fibre, che dovremo assumere in maggiori quantità.
La carne
contiene inutilmente troppe proteine.
Un forte consumo
di proteine – specialmente animali – porta a carenza
di calcio e osteoporosi secondo molti studi.
Una serie di studi indica che una dieta
vegetariana/vegana migliori la salute. Certo che la
carne in moderate quantità può far bene.
Ma non è
argomento valido quando si può vivere bene e mangiare
cibi ottimi che provengono dal mondo vegetale.
Mangiare
carne è naturale !
Sia
mangiarla
che non mangiarla è naturale. (anche
se studi hanno provato che l'uomo preistorico era
principalmente vegetariano e raccoglitore di semi e
frutta)
Oggi un uomo può fare delle scelte dettate dalla
ragione e dalla sensibilità, grazie anche alla varietà
di cibi vegetali e al crollo del mito dell'indispensabilità
carne e
delle proteine nobili.
Quello che indubbiamente non è naturale è come hanno
vissuto gli animali che finiscono sul piatto
sottoposti a sofferenza, prigionia, stress, morte
precoce e somministrazione di medicinali.
Considerando inoltre lo spreco di risorse naturali e
l'inquinamento legati agli allevamenti, ci sono
abbastanza motivi per riflettere su questa
"naturalità".
42. Ci sarebbero molti meno animali
!
"Ci
sarebbero molti meno animali sulla terra se tutti
diventassero vegetariani!"
Oggi
ci sono
oltre 1,2 miliardi di animali
d'allevamento. Quando non avremo più bisogno di
coltivare per allevarli e quando vedremo che tutti gli
uomini avranno abbastanza da mangiare, lasceremo i
boschi e territori selvatici espandersi sulle aree che
oggi usiamo per la coltivazione di cibo per animali.
Gli animali selvatici prenderanno il posto degli
animali imprigionati, e l'uomo avra più possibilità di
una vita all'aperto nei boschi.
43. Dovete fregarvene di cosa mangio io !
Vegani e
vegetariani non devono venire a dire agli
altri cosa devono mangiare! Io non mi intrometto nella
vostra alimentazione quindi dovete fregarvene di cosa mangio io!
Questa
è una variante di un'affermazione già trattata.
Di nuovo, dovremmo accettare un pedofilo o chi picchia
i figli che si difende dicendo: "nessuno deve venirmi
a dire come devo trattare i miei bambini!" o: "me ne
frego come tratti i tuoi bambini, quindi devi
fregartene di come io tratto i miei."
44. Se gli eschimesi smettessero di mangiare carne si estinguerebbero !
E'
possibile
che alcune persone, nella fase di
sviluppo tecnico-scientifico e culturale in cui si
trovano, siano obbligati a mangiare carne per
sopravvivere. Molti cristiani vegetariani accettano
senza problemi che gesù mangiasse pesce.
Probabilmente
era l'unica possibilità per soddisfare il fabbisogno
proteico nella palestina di 2000 anni fa.
Nelle città non si coltiva
Se gli eschimesi sono obbligati a scegliere, per
sopravvivere, la propria vita o quella delle foche, ci
sono buoni motivi per cacciare foche.
Inoltre oggi non sono obbligati nemmeno a questo,
perchè si può trasportare cibo via cielo e via mare.
Nelle città dove l'asfalto e il cemento si espande,
gli abitanti, come quelli delle zone polari, non
possono coltivare cibo.
La gente nelle città sopravvive grazie al fatto che ci
si trasporta il cibo.
Hitler era
vegetariano !
Non è vero, ma anche ammettendo
che lo fosse stato?...Stalin mangiava carne...
Perchè le abitudini alimentari sono interessanti
quando si discute lo stile vegan e i diritti animali?
Hitler fece costruire le "autobahn". Ciò
significa che le autostrade sono fascistoidi ?
Hitler era un pittore. Dovremmo chiudere tutte le
gallerie d'arte?
Hitler voleva bene solo ai suoi cani, ma mise al bando le associazioni
vegetariane in Germania e nei territori occupati. ll suo medico gli
consigliò di cibarsi di molta frutta e verdura, perchè
aveva problemi di salute. ecco un approfondimento.
45. Ma le mucche stanno bene !
Solo
in
pianura Padana ci sono sei milioni di mucche:
hanno solo una minima possibilità per soddisfare i
loro bisogni naturali.
Durante la maggior parte della loro breve vita, la
spaventosa maggioranza vive legata ad un box, con
nessun'altra attività tranne quella di alzarsi,
sedersi, mangiare, quando non è attaccata alle
mungitrici.
Il cibo viene servito sul posto.
(Le mucche vengono macellate prima dei 5 anni perchè
diventano "improduttive", la vita normale di una mucca
arriva ai 25 anni)
Le mucche si
vogliono muovere.
Rinchiudere
le mucche è depredarle del
loro naturale bisogno di muoversi e vivere libere. Il
modo in cui si "fissano" in Svezia per esempio, è un
problema. Se si usa il cosiddetto box lungo, non hanno
sempre l'accesso al cibo, nel box corto invece non
possono stendersi a terra con le zampe anteriori
distese, cosa che farebbero spesso e volentieri.
Macchine da
latte.
Una
mucca da
latte che pascola libera e non assume
additivi può produrre 15-20 litri di latte al giorno.
Con gli additivi (integratori)e gli alimenti stimolanti (cereali,
soia, piselli ecc.), oggi arriva a produrre 25-50
litri di latte al giorno, durante il periodo di
lattazione che dura 8-10 mesi dopo la nascita dei
vitellini. Le mammelle possono pesare fino a 50 chili.
Durante le prime settimane, la produzione di latte è
così alta che la mucca spende più energie di quante ne
può assimilare dal cibo. L'acetonemia è la malattia
provocata dallo scompenso energetico.
L'assorbimento dei principi nutritivi è messo a dura
prova a causa delle grandi quantità di latte cui è
costretta a produrre.
Aumentando la produzione del
latte, aumenta la predisposizione alle malattie.
L'industria
del latte succhia
Il
metabolismo costantemente alto delle mucche dovuto
dal continuo succhiare delle mungitrici, insieme a
tutte le malattie, (infiammazione delle mammelle,
acetonemia, malformazioni del vitello) che l'industria
del latte causa, fa sì che l'animale si consumi e
venga macellato all'età di 4-5 anni, talvolta anche
prima.