ETICA ANIMALE
Una raccolta di domande frequenti.

(dall'originale "Djurrätt, 110 frågor och svar" di P. Strindlund)

le domande più comuni
Questa è una raccolta di argomenti tradotta dall'originale di Pelle Stridlund, che a sua volta ha raccolto da diverse fonti e le ha messe a nostra disposizione.
L'originale in lingua Svedese si può trovare qui

Primo aiuto
Queste FAQ dovrebbero contenere piccole semplici risposte per ogni domanda. Naturalmente non è così facile.
Molte delle risposte meriterebbero un trattamento più dettagliato. Per coloro che desiderano un esame più accurato, sperando che il lettore si interessi nell'approfondimento, si trova molta letteratura a proposito.

Questa raccolta si può considerare come una sorta di "pronto soccorso", in quanto dà veloci risposte alle domande centrali per chi, sul momento, non ha tempo di andare a cercare tra le fonti e leggere magari qualcosa di meglio formulato da uno scrittore più specializzato in quel dato campo.
"Gabbie vuote" di Tom Regan, "Liberazione Animale" di Peter Singer ed "Ecocidio" di Jeremy Rifkin, per esempio, sono alcuni tra i tanti buoni libri per approfondire gli argomenti.

Non l' unica risposta
Un altro problema nella raccolta di argomenti è che il lettore ha l' impressione che ci sia solo una "vera" risposta per ogni domanda. C'è un'ampio spettro di filosofi e filosofie animali, perciò anche diverse risposte. Molti filosofi potrebbero inoltre essere in profondo disaccordo su alcune di esse.
Questo testo raccoglie delle sane risposte, ma non dovrebbero considerarsi le uniche pensabili.


Clicca sull'argomento che ti interessa

1. Cos'è lo "specismo"?
2. L' ideologia attuale della società
3. Favorire uomini e animali
4. L' animale è già morto
    Presa di posizione politica
5. Non ho ucciso io l' animale !
6. L' animale dovrà pur morire di qualcosa !
7. Gli uomini sono più intelligenti degli animali !
    La scomoda conclusione di Frey
    Gli animali non vanno a scuola

8. Più vicini agli umani
9. Va bene sono specista
    Voi vegan vi sentite superiori !
10. Uomini ed animali hanno lo stesso valore ?
    Scelta di nascere
    Essere uccisi non è piacevole
    Tom Regan sulla scialuppa
    …e la critica di Evelyn Pluhar
    La satira di Swift: mangiare bambini
11. Se la casa bruciasse
    Agitazione nella società
    Non generalizzare situazioni d’emergenza
    Le donne prima sulla barca
    Hitler e il suo cane
12. La carne è buona
13. Pro o contro l’aborto ?
    Nessun dolore, nessun riguardo
14. Gli animali sono animali e gli uomini sono uomini !
    Differenza di grado o di specie
    Etologia moderna
    Il terzo scimpanzè
    Differenze rilevanti
15. Le origini del pensiero dell'unicità dell'uomo
    Il cervello più grande vince
16. Uomini e animali alla pari ! E’ assurdo !
    Non necessaria responsabilità morale
    Ma chiunque vede la differenza !
17. Va bene, certi esseri umani non superano alcuni animali...
    Giudizio individuale
    Darwin. Non ci sono specie
    Non potete paragonare bambini ad animali !
    L’ uovo e la gallina
    Qual’è l’ errore nel maltrattare i bambini
18. Sembra strano dare la stessa attenzione agli animali
    Accendere il fuoco sotto la collera
    Stare in guardia contro l’ egoismo
    Nessuno può dire che l’ altro non ha ragione !
    Domande etiche e pareri personali
19. Il valore umano si metterebbe a repentaglio !
    Allenamento di empatia
20. Dovrebbero darsi ad uomini ed animali gli stessi diritti ?
21. Va bene uccidere gli animali in modo indolore ?
    Il processo delle industrie della morte
    E’ giusto uccidere bambini ?
22.Quali animali possono soffrire ?
23. Ma gli animali esistono per noi !
24. Useresti la violenza contro un animale per leggittima difesa ?
25. Gli animali da allevamento non possono sopravvivere in natura !
26. Va bene avere animali da compagnia ?
    Schiavi da compagnia ?
    Dare ospitalità ai rifugiati
27. Dolore e morte sopraggiungono anche nella vita selvatica !
28. I diritti presuppongono anche doveri !
29. Gli animali non possono capire cosa sia la giustizia
30. Tassisti ciechi
    Dritto di voto
    Shampoo negli occhi
31. Il movimento per i diritti animali è antiumanistico ?
    Abbattere le barriere
    I fondamentalisti dell'’ umanismo
32. Si possono ammazzare gli animali nocivi ?
    Anticoncezionali per gli animali
    Voi uccidete gli insetti coi diserbanti !
33. A me interessa solo la massima felicità.
    Noi – e gli altri
    Cosa c’è di così speciale negli esseri umani
34. Solo gli uomini hanno un’ anima immortale !
35. La Bibbia ci dà il diritto di mangiare carne !
36. I campi sarebbero in pericolo se l’animale non ci pascolasse !
    Neri in campi di cotone
37. Rimarremmo senza concime !
    Ripristinare l'anello della vita
38. Gli animali ci invaderebbero !
    Nordisti e sudisti
39. Se non li allevassimo non esisterebbero !
    Maiali felici
    Più sono, più felicità
    Vita nelle riserve
40. I pesci non soffrono !
41.  La carne fa bene !
    Mangiare carne è naturale !
42. Ci sarebbero molti meno animali !
43. Dovete fregarvene di cosa mangio io !
44. Se gli eschimesi smettessero di mangiare carne si estinguerebbero !
    Nelle città non si coltiva
    Hitler era vegetariano !
    La salute dell' assassino
45. Ma le mucche stanno bene !
    Le mucche si vogliono muovere
    Macchine da latte
    L' industria del latte succhia

1. Cos'è lo "specismo"?

E' la traduzione dall'inglese "speciesism". In questa raccolta di argomenti verrà usata la parola "specismo" Il filosofo Peter Singer definisce lo specismo nel modo seguente: "Un pregiudizio o attitudine di una "specie" che parteggia per gli interessi dei propri membri, a discapito di quelli che appartengono ad altre specie." (La parola "interessi" porta forse al pensare agli hobby, o agli interessi personali ma è usata nello jargon filosofico come sinonimo di bisogni, desideri, preferenze). Lo specismo è il motivo comune per discriminare un individuo sulla sola base della sua appartenenza ad una specie. Le basi sono le stesse di quelle di chi nutre dei pregiudizi sulla razza (razzismo) e sull' appartenenza ad un sesso (discriminazione sessuale). Quando si parla della sofferenza umana, in quanto Homo Sapiens, e la si considera più grave della sofferenza di un animale, si è per così dire "colpevoli di "specismo". Per lo stesso motivo la morte di un essere umano, dal momento che esso appartiene alla specie Homo Sapiens, è peggiore della morte di un animale. Vedremo in seguito che molti filosofi animalisti sostengono che la morte di un uomo sia peggiore di quella di un animale (ma dal punto di vista di questi filosofi, non legata a valutazioni legate allo specismo). Una pratica lampante dello specismo è l' industria della carne, la sperimentazione sugli animali e gli allevamenti per la produzione di pellicce.

2. L' ideologia attuale della società

Lo specismo è un'ideologia le cui ragioni non si fondano su una base oggettiva. Non la si può giustificare con un'argomentazione logica, ma la si difende come un dogma, una verità divina.

Prima le persone facenti parte di questa società potevano dire "Sta scritto sulla Bibbia che.." oppure "la Chiesa insegna che...", e la discussione era terminata.
Oggi si può dire, nel tentativo di lasciare le cose così come stanno, "L'unicità della vita umana proibisce qualsiasi paragone con altri esseri viventi, le loro caratteristiche o interessi" (Germania 1990)
Cambiamo qualche parola. "L' unicità degli europei proibisce qualsiasi paragone con altre razze, le loro caratteristiche o interessi" In questo modo ragionano i razzisti

3. Favorire uomini e animali

"E' accettabile favorire ciò che più si crede giusto. Siccome gli uomini si preoccupano di più di favorire i loro simili che gli animali, è accettabile favorire gli uomini a discapito degli animali." Molti uomini si preoccupano di più del proprio cane o gatto che del proprio vicino. Ciò significa che dovrebbero salvare il cane prima del vicino di casa se la casa va a fuoco? I membri del Clue clux clan tengono innegabilmente più ai bianchi che ai neri. Dovrebbero esaltare i bianchi a discapito dei neri?

4. L' animale è già morto

Perchè non mangiarlo? Peter Singer ha già sottolineato che questo modo di pensare rivela che non si è capito cos'è un boicottaggio, in questo caso, quello della carne. Un boicottaggio non mira alla correzione di qualcosa che è capitato, ma ad evitare che si ripeta. I vegetariani non possono far resuscitare gli animali che vengono uccisi, ma, attraverso il boicottaggio della carne, farne diminuire la domanda, in modo che sempre meno animali vengano allevati, fino a quando gli animalisti raggiungeranno l' obiettivo di far chiudere i battenti all' industria della carne. Paragonandola col boicottaggio dell' industria internazionale alimentare Nestlè, i bambini che sono morti nei paesi poveri a seguito dell' aggessiva campagna di mercato del surrogato di latte materno, non possono tornare in vita. Il boicottaggio però, ha evitato che altri bambini morissero.

Presa di posizione politica

E' perciò importante capire che il boicottaggio della carne, se effettuato attivamente, è un' importante presa di posizione politica. Il boicottaggio rende palese l' etica di chi lo mette in pratica, e invita gli altri a riflettere sulle proprie abitudini alimentari.

5. Non ho ucciso io l'animale !

Con la stessa logica potrebbe difendersi un boss mafioso o un promotore di guerre: "non sono stato io a commettere l' omicidio o le stragi". Con le nostre abitudini alimentari lasciamo ad altri il compito di uccidere e siamo responsabili quanto chi uccide personalmente l' animale.

6. L' animale dovrà pur morire di qualcosa !

Anche gli umani devono morire di qualcosa. Ma non è buona giustificazione per ucciderli a proprio piacimento.

7. Gli uomini sono più intelligenti degli animali !

Mettiamo il caso che esistessero gli alieni, fossero mentalmente e fisicamente superiori all' Homo sapiens e atterrassero sulla terra.
Potremmo accettare che ci mangino dicendo "siamo più intelligenti di voi!"? Come ci si difenderebbe da questa affermazione ?
Anche nel passato ci sono stati molti esempi di questo ragionamento intelli-aristocratico.
E' infatti il più comune argomento nella storia della filosofia che le umane capacità mentali, la parola e la cultura, permettono all' uomo di utilizzare l' animale.
Oggi però è un'argomentazione facile da chiarire. (nippo qui al posto di chiarire io metteri "obiettare", però fai come credi) L' intelligenza è moralmente rilevante solo nei casi, per esempio, in cui si deve ottenere il diritto di voto o il diritto di prendere la patente ecc.
Gli animali non hanno (come d' altronde i bambini e i ritardati mentali) alcun interesse verso questi diritti, ma lo hanno verso quelli fondamentali, ovvero il diritto alla vita e alla libertà, di evitare le torture, eccetera, cioè i bisogni che non hanno nulla a che vedere con l' intelligenza dell'individuo.
Gli animali sono esseri senzienti le cui vite possono essere buone o cattive.
Ciò è sufficiente per dare importanza ai loro bisogni e desideri (come libertà e benessere) e riconoscere loro i diritti fondamentali. (qui non si capisce molto cosa si intende per "vite buone o cattive"... dipende da come hai tradotto dallo svedese, forse intendevi che gli animali possono avere esperienze di vita positive o negative (stare bene o stare male?)

La scomoda conclusione di Frey

Se intendessimo che l' intelligenza sia moralmente rilevante, significherebbe che bambini ritardati potrebbero essere sottoposti a dolorosi esperimenti scientifici oppure potrebbero essere allevati per produrre cibo.
Non è un caso che uno dei maggiori filosofi tra quelli che difendono la sperimentazione sugli animali, R.G. Frey accetterebbe, in base ai suoi valori etici (controvoglia) anche dolorosi esperimenti su esseri umani, se dotati di intelligenza inferiore.
Frey è pronto ad accettare il non-piacevole ma logico (secondo il suo ragionamento), come conseguenza del concetto che l' intelligenza di un essere ne determina il rispetto che gli si dovrebbe portare.
L' errore di fondo di questa argomentazione è il pensare che la nostra superiorità intellettuale ci dia una posizione (di superiorità) morale.

Gli animali non vanno a scuola

Che gli animali abbiano un IQ inferiore di quello di un essere umano medio è sicuramente un motivo per non dare agli animali il diritto di andare all' università, ma non la scusa per provare gli effetti di un concentrato di shampoo nei loro occhi.
L' IQ dei maiali non li rende adatti ad esercitare una professione (guardia medica?) ma non è la scusa per farli ammalare di infiammazioni polmonari in allevamenti stressanti e rumorosi.

8. Più vicini agli umani

"Siamo geneticamente e biologicamente più vicini ad altri esseri umani che agli animali !"

Questo è chiaro, anche se tutti gli esseri viventi hanno una comune provenienza dai batteri di 4-5 miliardi di anni fa.
Ma come la filosofa Evelyn Pluhar ha constatato, i bianchi sono più vicini geneticamente ai bianchi che ai neri (nonostante si sappia che la razza pura è un mito).
Questo legittima che i bianchi debbano favorire i bianchi? Chi ha adottato bambini dovrebbe avere doveri verso di loro come se li avesse generati, nonostante siano geneticamente molto diversi dai genitori adottivi.
Il ragionamento precedente invece, ci porterebbe a sostenere che questi genitori avrebbero doveri maggiori verso lontani parenti – che magari non hanno mai incontrato, più che verso i bambini che hanno adottato.

9. Va bene sono specista

Va bene sono specista. Credo che gli uomini siano più importanti degli animali, allora? Va bene sono razzista. Credo che gli europei siano più importanti degli africani, allora? Nonostante siano cose diverse il ragionamento di fondo è lo stesso. La convinzione di superiorità rispetto ad un gruppo di individui.

Voi vegan vi credete superiori !

I vegan non si ritengono superiori a nessuno. Quello che gli interessa è di di agire oltre che per il bene degli uomini, anche per quello degli animali. Il non mangiarli e non consumarne i prodotti derivati è indispensabile per questo fine.

10. Uomini ed animali hanno lo stesso valore ?

Si e no, risponderebbero molti filosofi animalisti. Abbiamo lo stesso valore riguardo la caratteristica che vale per tutti gli esseri senzienti, bisogni e interessi. Per esempio evitare la sofferenza, che è ugualmente grave, come sostengono i filosofi come Peter Singer, David DeGrazia e James Rachels.
La sofferenza degli animali deve essere considerata tanto dolorosa quanto quella degli esseri umani.
Singer prende come esempio che fa male il colpire un cavallo con un bastone quanto il dare uno schiaffo ad un bambino. Il colpo genera la stessa sofferenza. In questa circostanza quindi, l' intelletto inferiore degli animali non ha significato.
Si può pur dire che gli uomini valgano più degli animali e di regola dovremmo salvare un uomo in una situazione dove si deve scegliere tra un essere umano e un'animale (vedi anche la prossima domanda). In questo caso la superiorità intellettuale ci dà una solida posizione, secondo i filosofi precedentemente nominati.
Per esempio, Singer dice che solo gli esseri con questa caratteristica sono consapevoli (cioè sanno che la loro vita ha un passato e un futuro) e capiscono cosa comporta l’esistere per un periodo di tempo (possono avere un desiderio di continuare “la loro vita”)
Gli esseri che vivono in un eterno presente non sanno di avere una vita, e secondo Singer c’è bisogno di questa coscienza per poter avere un "forte diritto di vivere” .(Singer vuol anche dire che dovremmo tenerci lontani dall'’ uccidere un essere inconsapevole anche per altri motivi.
Se qualcuno vive una vita felice, sbagliamo se le mettiamo fine, indipendentemente dal fatto l'individuo ne sia consapevole o no)

Scelta di nascere

Singer e altri sostengono anche che non sia un’espressione di specismo (cioè discriminare irrazionalmente solo sulla base dell' appartenenza alla specie umana) sostenere che la vita abbia più valore se è provvista di un alto grado di coscienza, ragione e capacità in complicate relazioni sociali (capacità che normalmente nell'’uomo è ad un livello superiore che in altri animali). Se potessimo scegliere tra nascere cavalli o uomini, sceglieremmo probabilmente la seconda, così facendo sottintendiamo che la vita umana è di regola più preziosa di quella degli animali.

Essere uccisi non è piacevole

Essere uccisi capita raramente indolore, perciò non dovremmo mettere fine ad una vita felice, sia essa consapevole o no.
Tenendo conto che molto raramente ci troviamo in situazioni dove dobbiamo scegliere tra la vita di un animale e quella di un essere umano, sarebbe meglio, di regola non uccidere mai, indipendentemente dalla capacità intellettuale l’individuo in questione.
Tom Regan sulla scialuppa Il filosofo Tom Regan sostiene che l’uomo e l’animale abbiano lo stesso "valore intrinseco" (il valore intrinseco è uguale per Hitler e Madre Teresa, in parole povere) e perciò si dovrebbe portare ad entrambi lo stesso rispetto.
Ma l’uomo è più colpito dalla morte di quanto lo siano gli altri animali, in quanto ha più ricche possibilità di soddisfazione. Per questo motivo, dovendo scegliere chi salvare si dovrebbe dare la precedenza ad un uomo, e non ad un cane per un posto sulla scialuppa.
Tom Regan è uno dei più radicali difensori dei diritti animali.

...e la critica di Evelyn Pluhar

Evelyn Pluhars, filosofa, critica sia Singer che Regan perché favoriscono l’uomo in questa vita, e in situazioni di vita o di morte.
Lei sostiene invece che ci sono tre fattori da considerare quando si deve scegliere quale vita dovrebbe essere salvata in situazioni estreme: - Età; è peggio che muoia un individuo giovane che uno vecchio. -
Stato di salute; è peggio che muoia un individuo sano che uno malato. - Intelligenza; un essere umano può essere consapevole di morire, il che comporta una sofferenza maggiore di quella di un essere inconsapevole. (Pluhar ritiene dunque che per esempio si dovrebbe salvare un sano e giovane cane piuttosto che un uomo vecchio e malato.

La satira di Swifts: mangiare bambini

Il filosofo Steve Sapontzis riassume il punto di vista dei sostenitori dei diritti degli animali in questo modo: "I difensori dei diritti degli animali non vogliono allargare agli animali la stessa "stesura" dei diritti cui gli esseri umani godono, e nemmeno negare che la vita umana (nel prendere in considerazione che di regola abbiamo una maggior capacità di creare un mondo moralmente migliore e che usufruiremo di questa capacità) può avere un valore morale superiore a quella degli animali.
Bensì, ciò che i difensori degli animali sostengono, è che allo stesso modo in cui sarebbe immorale seguire il "modesto consiglio" di Swifts, che regolarmente sacrificherebbe l' interesse degli uomini per soddisfare l' interesse alimentare di altri uomini, ugualmente dovrebbe essere immorale il sacrificare regolarmente l' interesse degli animali per gli stessi fini. (alimentazione)
(La satira dello scrittore irlandese Jonathan Swifts "Una proposta senza pretese" descrive che si potrebbe risolvere il problema degli irlandesi, troppa gente e pochi soldi, vendendo infanti irlandesi come carne per il pranzo dei ricchi).

11. Se la casa bruciasse

Chi dovrebbe essere salvato se la casa bruciasse tra un animale e un essere umano? A questa domanda abbiamo già in parte risposto nel ragionamento precedente a proposito del valore degli animali e degli uomini.
Abbiamo visto che almeno secondo Singer, Regan e altri filosofi non ci sono basi specistiche sul fatto che, di regola si salverebbe un essere umano. (sua consapevolezza ecc.) A ciò va aggiunto che i conoscenti dell’uomo, nel maggiore dei casi, soffrono di più della morte dei compagni di vita degli animali.

Agitazione nella società

C’è da aggiungere che se non avessimo come regola quella di salvare la persona, in queste situazioni si spargerebbe agitazione nella nostra società.
La gente avrebbe paura di venir eventualmente sacrificata nella scelta tra lei o un animale. L’animale non sarebbe consapevole del fatto che noi optassimo per la salvezza di un uomo e in queste situazioni, l’animale non “soffrirebbe in anticipo”, per così dire. Inoltre di solito, l’uomo soffre di più dopo che un incidente è accaduto.
Di norma, il legame tra gli esseri umani è più forte di quello tra gli animali, anche se spesso noi (per esempio quando separiamo la mucca dal suo piccolo) non ci accorgiamo che anche gli animali tra loro possono avere forti legami, come i sentimenti materni. Non generalizzare situazioni d’emergenza Un altro modo per rispondere a questa domanda è quello che ha esposto il filosofo Tom Regan: Immagina che la casa andasse a fuoco e sei obbligato a scegliere tra il tuo bambino e un bambino sconosciuto. Chi salveresti? Probabilmente il tuo. Ciò ha a che vedere con una sorta di "giustizia veloce” e non col fatto che uno va in giro e ammazza bambini a caso, per il gusto di farlo.
Anche se scegliamo di sacrificare un animale a vantaggio di un uomo, in una situazione d’emergenza, non significa che possiamo uccidere animali quando ci pare.

Le donne prima sulla barca.

Steve Zapontis dà un altro esempio quando scrive che anche secondo la tradizionale morale da galantuomo, donne e bambini dovrebbero salvarsi per primi in una situazione estrema, ma da questo non bisogna dedurre che ciò dia il diritto alle donne di usare l’uomo come cavia per esperimenti di laboratorio, mangiare uomini a pranzo o cacciarli per sport.

Hitler e il suo cane

David DeGrazia sostiene che noi esseri umani abbiamo la possibilità di fare più del bene, forti delle componenti morali che ci indicano come comportarci. Questo fatto, ritiene DeGrazia, sia un argomento per salvare un uomo prima di un animale. Questo però presuppone che l’uomo in questione faccia effettivamente del bene. Questa argomentazione, nella scelta tra il ripescare Hitler o il suo cane da un lago ghiacciato, porterebbe al porgere la mano al cane e lasciar annegare Hitler.

12. La carne è buona

"La carne è buona. La sperimentazione sugli animali è interessante. La pelliccia bella !"

“E’ così bello”, disse un pedofilo dei suoi attacchi ai bambini, giustificandosi nell’aula del tribunale.
Se si giustificasse l’oppressione degli animali per il proprio piacere, si perderebbe la possibilità di giudicare i nazisti, chi usa violenza sulle donne, capimafia e altri violenti, se un giorno si fosse vittime di essi.

13. Pro o contro l’aborto ?

"Gli attivisti difensori dei diritti animali sono contro l’aborto? Se il ratto ha dei diritti, anche il feto li deve avere !"

Ci sono attivisti che vogliono limitare le possibilità ad abortire per gli stessi motivi che spingono al vegetarismo, e ci sono attivisti che affermano che l’aborto e i diritti animali non hanno niente in comune.
Tra i maggiori teoretici dei difensori dei diritti animali e filosofi animalisti, quelli contrari all’aborto sono pochi.
Si potrebbe ragionare così: tra animali ed esseri umani ci sono raramente forti conflitti di interesse.
Non accade spesso che dobbiamo uccidere un animale per evitare che il nostro benessere venga messo a repentaglio.
Tra il feto e la donna che non vuole avere figli sorge in effetti un forte conflitto d'interessi.
Ci può essere un faticoso sforzo psicologico per far nascere e prendersi cura di un bambino che un genitore non desidera. Molte mamme “involontarie” considerano la propria vita distrutta , e in una situazione del genere l’aborto è fondato (specialmente dal punto di vista di chi ne usufruisce)

Nessun dolore, nessun riguardo

La teoria di alcuni studiosi. Nelle prime settimane il feto non sente il dolore, non c’ è quindi niente da prendere direttamente in considerazione. Quando il feto ha raggiunto lo sviluppo al punto che può sentire il dolore (dopo circa 26 settimane, secondo degli esperti inglesi) è importante che l’ aborto venga attuato nel modo più indolore, se veramente necessario. Allo stesso modo se la morte dell’ animale fosse necessaria , dovrebbe attuarsi nel modo più indolore.

14. Gli animali sono animali e gli uomini sono uomini !

"Gli animali sono animali e gli uomini uomini. Questo basta per capire che si tratta di due gruppi diversi, con diversi diritti !"

Questa nostra abitudine di dividere il mondo in due gruppi nettamente separati “animali” e “uomini” è un buon esempio dell’ideologia specista.
E' forse perchè non c’è altro, oltre questa nostra divisione, che ci dia la sensazione di una classe a parte?

Differenza di grado o di specie

Darwin scrisse: “Non si può di certo mettere in dubbio che certe specie si sono sviluppate molto lentamente e a poco a poco. Le specie sono così vicine parenti geneticamente, che molte di loro sono davvero difficili da distinguere”.
Il biologo inglese affermava che “non ci sono fondamentali differenze tra gli uomini e i mammiferi più sviluppati per quanto riguarda la loro capacità mentale…"la differenza di capacità mentale tra un uomo e i mammiferi più sviluppati è grande come dovrebbe essere, ma è una differenza di grado e non oggettiva”.
Il primo sostenitore di Darwin in USA, il famoso botanico Asa Gray, si fece questa domanda già dal 1880, domanda che venne alla luce della teoria dell’evoluzione: "Se è solo una differenza di grado (di capacità mentale) tra noi e gli altri animali, come possiamo ritenere che si debbano dare diritti solo agli uomini?"

Etologia moderna

Si chiama “Etologia” la scienza del comportamento animale. La ricerca etologica moderna ha dato ragione a Darwin. Ha dimostrato che caratteristiche che abbiamo a lungo creduto fossero proprie solo dell’ uomo (come l' adoperare utensili, il linguaggio, la ragione) sono proprie anche di altri animali. Gli uccelli e le scimmie portano tra gli esempi più lampanti. Il terzo scimpanzè Dal prospetto genetico ed evoluzionistico è assodato che il parente più prossimo allo scimpanzè è l’uomo. Ciò ha portato il fisiologo e etologo Jaired Diamond a chiamare l’uomo il “terzo scimpanzè”, a fianco del comune scimpanzè e lo scimpanzè nano.

Differenze rilevanti

Sarebbe stato assurdo affermare che non ci sono importanti differenze tra “uomo” e “animale”. Ugualmente assurdo come il sostenere che non ce ne siano tra bambini e adulti. Il fatto decisivo è che le eventuali differenze tra bambini e adulti, o tra i normalmente dotati e i ritardati non sono rilevanti per quanta considerazione, mentre lo sono i bisogni, desideri e gli interessi dell’individuo.

15. Le origini del pensiero dell'unicità dell'uomo

Da dove viene il pensiero dell’ unicità della posizione morale dell’ uomo, l’idea che l’uomo sia più importante dell’animale?
Il filosofo James Rachels pensa che il pensiero dell’unicità dell’uomo poggi su due pilastri: Il primo è il racconto della creazione, che verrà poi interpretato dalla Chiesa. Dio avrebbe creato l’uomo a sua immagine e somiglianza col compito di “regnare al di sopra tutti gli altri esseri”. (1 Mosè 1:26).
Questa è l’interpretazione della Chiesa, con l’eccezione di San Francesco D’assisi che lo interpretò come “gli uomini sono liberi di fare ciò che vogliono con il creato”.
Nell’anno cento, la visione del Cristianesimo occidentale sul valore degli animali si fondò su questo concetto. La società che non osserva l’interpretazione della Bibbia come parola divina o verità assoluta, ha le basi per rivedere la propria concezione degli animali.

Il cervello più grande vince

L’altro pilasto portante dell’unicità dell’uomo (che è diventato sempre più comune al passo delle rappresentazioni religiose che hanno invece perso la loro influenza) è l’idea che la capacità mentale dell’essere umano gli dia un certo valore.
Abbiamo notato però che anche questa è un'argomentazione alquanto fragile. Innanzitutto perché l’intelligenza non è moralmente rilevante a proposito di quanta considerazione si dovrebbe avere di un individuo, ma anche perché la teoria dell’evoluzione di Darwin fa valere che c’è solo una diffrenza di grado tra noi e gli altri animali, sulla ragione e capacità intellettuali. Il dogma dell’unicità del valore umano poggia su una base molto traballante, anche secondo James Rachels.

16. Uomini e animali alla pari ! E’ assurdo !

Sostenete che animali ed esseri umani sono alla pari ! E’ assurdo !
I filosofi come Peter Singer, James Rachels e David DeGrazia vogliono dire che gli animali e gli uomini sono alla pari solo nel fatto che bisogna rispettare gli interessi degli animali (dove il concetto interesse è usato come sinonimo di desideri e bisogni) come lo si fa con gli esseri umani.
Osserviamo che stessa considerazione non significa stesso trattamento.
Si prenda in considerazione l’interesse degli uomini con gli studi, lavoro fisso e abitazione, mentre per gli animali, libertà, cibo adatto, compagnia e socializzazione ecc. Non si favoriscono certo gli animali iscrivendoli all’università.
Tom Regan formula il suo punto di vista su animali e uomini attraverso il concetto che soggetti viventi, cioè animali e uomini, con capacità di esperienza e una complessa consapevolezza, sono alla pari in quanto hanno lo stesso valore intrinseco, lo stesso valore proprio, e che di conseguenza dobbiamo portargli lo stesso grado di considerazione.

Non è necessaria responsabilità morale

C’è un'importante differenza tra animali e uomini nel fatto che solo questi ultimi, (adulti) possono assumersi pienamente responsabilità morali.
Solo uomini adulti e non ritardati possono scegliere tra giusto e ingiusto e avere responsabilità morali. In questa caratteristica animali e uomini non sono alla pari, ma questa differenza non è una scusa per sottovalutare gli animali.

Ma chiunque vede la differenza !

Animali e uomini non sono certo alla pari. Chiunque vede la differenza !
Coloro che affermano che i bambini e gli adulti sono alla pari, come per esempio organizzazioni come ilTelefono Azzurro, non affermano che non vedono differenze tra bambini e adulti. Sostengono però che si debba rispettare il bambino come l’adulto.
Quando il movimento animalista parla di parità tra animali e uomini, segue lo stesso principio. In casi singoli ci sono differenze, ma ciò non autorizza che si porti meno rispetto all’animale.
La parità è un’idea morale, un concetto su come gli individui debbano essere trattati, non una descrizione della realtà.

17. Va bene, certi esseri umani non superano alcuni animali...

"Va bene, certi esseri umani non superano alcuni animali in intelligenza e capacità di linguaggio. Ma dovremo trattare gli individui nel modo che normalmente si usa per la loro specie, e quindi possiamo affermare che l’intelligenza è moralmente rilevante nel “quanto rispetto dovremmo portare a qualcuno” ma allo stesso tempo non si dia ai bambini e ai minorati mentali lo stesso basso status morale degli animali ! "

La morale individualistica che molti filosofi espongono afferma che bisogna trattare una persona per le sue caratteristiche individuali, prima che per l’appartenenza ad un gruppo, razza, sesso, ecc. essa appartenga. (L’ individualismo in questo caso non ha niente a che fare con l’egoismo, il pensare solo a se stessi e ignorare gi altri).
Che dobbiamo dare a tutti la stessa considerazione ma un diverso trattamento è giustificato solo quando ci sono rilevanti differenze tra gli individui. (i dottori non dovrebbero dare la stessa medicina per un malato di cancro ad un malato di cuore).
C’ è una differenza morale rilevante. L' assistenza medica dovrebbe però ugualmente investire la stessa quantità di risorse per entrambe i pazienti. Dovrebbero averne la stessa considerazione, intelligenza, appartanenza alla razza, ecc, non è una differenza morale rilevante.

Giudizio individuale

Questo è un punto di vista che riteniamo certo nel trattare con esseri umani. Quando per esempio esso cerca un impiego non deve essere giudicato a seconda di eventuali aspetti che caratterizzano il suo gruppo (classe sociale, sesso, ecc.) ma per le sue caratteristiche personali e meriti.
Se si dimostrasse che l’uomo ha una pesante tendenza biologica all’ aggressività e la donna allo stesso modo tende alla compassione e cura (osservare che non intendo dire che sia solo esattamente così) sarebbe una scusa fondata il discriminare gli uomini coinvolti ad esempio nell’assistenza ai malati.
Da come la natura ha creato l’uomo, è indiscutibile che certi uomini sono più compassionevoli e predisposti ad aiutare il prossimo di certe donne, quindi ognuno dovrebbe essere giudicato solo per le sue individuali caratteristiche.
La domanda è perché questo principio non abbracci anche il nostro rapporto con gli animali. Il fardello della scelta grava su quelli che non affrontano il passo logico di lasciare tutti gli esseri senzienti entrare a far parte di questa visuale.

Darwin: Non ci sono specie

James Rachels vole dire inoltre che l’individualismo morale accorda col pensiero di Darwin che in effetti non ci siano specie, ma che tutti noi che viviamo sulla terra siamo individui che più o meno si assomigliano. Su "L’ evoluzione della specie", Darwin scrisse: "considero il termine specie come un termine di comodo ampiamente accettato per un gruppo di individui che sono molto simili tra loro…

”Non potete paragonare bambini ad animali !

"I bambini sono potenziali esseri intelligenti capaci di avere responsabilità. E’ perciò che non possiamo metterli alla pari con gli animali e quindi dobbiamo dare ai bambini - e non agli animali - gli stessi diritti degli adulti. E’ il potenziale di per sè la rilevante differenza morale tra bambini e animali !"

E’ vero che la maggior parte dei bambini sono potenziali esseri (ovvero possono svilupparsi in) responsabili, ragionevoli e intelligenti, che possono riflettere eticamente e distinguere bene dal male. E’ però incerto che quel potenziale sia moralmente rilevante.

L’uovo e la gallina

La principessa Vittoria di Svezia è la potenziale regina. Ciò non significa che abbia gli stessi diritti della regina.
Un feto è un potenziale essere umano intelligente allo stesso grado di un bambino.
Però non diamo al feto lo stesso valore che ad un essere umano adulto. Un uovo fecondato è una potenziale gallina. Però vediamo che c’è molta differenza tra il buttare un’uovo in una pentola bollente o una gallina viva nella stessa pentola.
In breve, non diamo grande importanza alla potenzialità (possibilità di svilupparsi) quando facciamo una decisione sul valore morale, ma consideriamo uomini, animali e altro a seconda della loro caratteristica attuale.
La domanda è perché lo dovremo fare quando si parla di bambini e loro potenzialità? La causa per cui diamo al bambino i diritti basilari è, esattamente come per gli animali, che possono soffrire, che hanno un benessere individuale, ossia una vita che può diventare "bella" o "brutta"

Qual’è l’errore nel maltrattare i bambini
La potenzialità non è rilevante.

Come risposta alla domanda: “perché non dovremmo maltrattare i bambini?” uno potrebbe rispondere (invece che dire non è giusto perche "fa male", non si ottiene nulla di concreto ecc.): "il maltrattamento infantile è sbagliato in quanto il bambino è potenzialmente capace, diventato adulto, di assumersi responsabilità, di ragionare e diventere un essere intelligente.”
Colui che si sente soddisfatto da questa risposta deve ricordarsi che ci sono molti bambini che non arriveranno mai ad essere responsabili e intelligenti come “normali” persone adulte. La potenzialità, come argomentazione, non salverebbe i ritardati e coloro che hanno subito danni mentali.

18. Sembra strano dare la stessa attenzione agli animali

Nelle domande etiche bisogna portare argomentazioni per chiarire il concetto. Non possiamo credere ciecamente ai nostri sentimenti, per quanto forti possano essere.
Prendiamo come esempio la domanda dello schiavismo o del razzismo. Nell’anno cento, la maggior parte dei bianchi era convinta che i neri valessero meno dei bianchi. Se si fosse deciso di fare le proprie scelte di base a ciò che la gente crede, sarebbe stato difficile disfarsi della schiavitù. (quella che in larga scala ci racconta la storia.)
Già allora c’erano persone che, non accettando questa situazione, si chiedevano perché i bisogni dei neri, i loro desideri e interessi dovessero essere considerati meno importanti. Quando si esaminavano le risposte si arrivava alla conclusione che queste non avevano fondamenta logiche.
Dovremo in altre parole, stare attenti a “ciò che ci sembra giusto”. Dietro intuizioni poco critiche si possono annidare pregiudizi o incomprensioni. E’ quindi importante fare in modo che i nostri sentimenti siano anche appoggiati della ragione e dal logico pensare.

Accendere il fuoco della collera

Con ciò non è detto che la vita politica o etica non dia posto ai sentimenti. Al contrario! Quando scopriamo quanto irragionevole e pieno di pregiudizi sia il razzismo e lo sfruttamennto degli animali, ci arrabbiamo per quello che spesso malamente colpisce le vittime dei pregiudizi.
Sarebbe strano se non lo facessimo. I sentimenti sono una forza trainante per l’impegno.

Stare in guardia contro l’egosmo

Dovremmo essere molto dubbiosi quando la sensazione o l’intuizione morale ci favorisce, come per esempio quando i bianchi accettano lo sfruttamento del lavoro a basso costo con la giustificazione della “superiorità della razza bianca”, o quando le persone difendono il loro desiderio di mangiare carne con la giustificazione della “superiorità dell’uomo sull’animale”.
Alla base di questi sentimenti si nasconde spesso nudo egoismo. I sentimenti sono in se', alla base dell’etica nel fatto che sono la condizione che ci immedesima nella vita in altre situazioni, il che è a suo modo una condizione per una riflessione etica. 

Nessuno può dire che l’altro non ha ragione !
"Nessuno ha ragione in fatto di etica e morale. Tu puoi pensare una cosa, io un’altra. Nessuno può dire che l’altro non ha ragione !"

Questa obiezione - che mischia domande etiche con gusti personali – fa spesso da entrè quando un non-vegetariano o uno sperimentatore su animali non trovano più argomenti logicamente discutibili. Può suonare come un democratico tollerante e illuminato punto di vista, ma se si vede la domanda sul maltrattamento dei bambini e lo schiavismo si nota che questa obiezione non tiene.

Domande etiche e pareri personali

C’è differenza tra domande etiche e pareri personali. Nelle domande etiche ci sono – dato che una domanda va chiarita da ragione e logica – alcuni concetti che sono più difendibili di altri.
E’ per questo che possiamo giudicare negativamente il razzismo e la discriminazione sessuale. Ma nei pareri personali per es. quale cibo sia “più buono” quale musica “più bella”, è inutile argomentare a proposito. Su questi gusti dovremmo essere tolleranti ed accettare diversi pareri.

19. Il valore umano si metterebbe a repentaglio !
Il valore umano si metterebbe a repentaglio se sopravvalutassimo gli animali !

Il valore della vita non è scaduto a seguito della caduta dello schiavismo, e nemmeno quando l’uomo e la donna sono arrivati ad essere alla pari.
Fino a quando un gruppo (per es. gli animali) verrà discriminato, saranno in pericolo altri gruppi (per es. gli handicappati). Infatti quando a un gruppo si esclude dalla morale comune, essa può essere usata per escludere altri gruppi.
Questo può spiegare anche il fatto che si trova un'alta percentuale di vegetariani specialmente negli ambienti di lavoro che hanno a che fare con gli handicappati.

Allenamento di emapatia

Tra l’altro è facile capire che il nostro metterci nei panni di persone emarginate o soggette ad ingiustizie, aumenta la nostra capacità di accettarle, se impariamo a prendere gli animali – esseri in cui abbiamo difficoltà ad identificarci più che negli esseri umani – e la loro sofferenza sul serio. Cosa che, assieme ad altri filosofi, sottolinea Torbjörn Tännsjö.

20. Dovrebbero darsi ad uomini ed animali gli stessi diritti ?

Si e no. Agli animali dovrebbero darsi gli stessi diritti fondamentali degli uomini come il diritto alla vita o evitare le torture.
Sarebbe però insensato dare all’ animale il diritto della libertà di stampa, di religione, voto o studio.
Gli animali come i bambini e le persone con più o meno gravi disturbi mentali, non hanno interesse a questi diritti.

21. Va bene uccidere gli animali in modo indolore ?

Peter Singer spiega che è sbagliato uccidere esseri che potrebbero avere una vita felice davanti a se.
Perché mettere fine ad una vita felice? Tom Regan e Gary Francione spiegano che l’animale ha altri interessi che l’evitare le sofferenze, prima di tutto il non essere trattato solo come un mezzo per scopi umani.
Essi intendono che la schiavitù “felice” non è per questo minor schiavitù, un assassinio indolore non è un minor assassinio.

Il processo delle industrie della morte

In tutti i casi bisogna notare che è molto difficile uccidere animali in modo indolore fin quando ci sarà un così grande numero di animali nelle fattorie come oggi. L’enorme quantità di animali ci obbliga alla macelleria industriale con rumori e lamenti incessanti, macchinari elettrici, odori, riverberi di luci e di rumori che creano stress.
Allo stesso tempo che i mattatoi regionali e locali chiudono e i macelli si concentrano in pochi giganteschi fabbricati, aumenta anche la lunghezza dei trasporti.

E’ giusto uccidere bambini ?
Ma allora se si uccidessimo gli animali nella nostra campagna?

Si può dare una controdomanda : E’ giusto uccidere esseri umani, per esempio minorati mentali o bambini in fasce, dei quali l’intelligenza non supera quella di molti animali?
Fin quando sosteniamo che è sbagliato uccidere esseri umani, di conseguenza dovremo ritenere che l’uccisione indolore di animali (allo stesso livello intellettuale) sia sbagliata.

22.Quali animali possono soffrire ?

Dove porre un margine secondo il quale bisogna dare più importanza a certi animali?
Quali animali possono soffrire? Gamberi? Ostriche?
E’ sempre difficile dare un margine. Quando si può ritenere che una donna sia alta? 175 cm? 180 cm? 185 cm? Questa differenza non impedisce che non si possa vedere la differenza tra una donna di 145 e una di 190.
Una è bassa, l’ altra è alta. Allo stesso modo si può giudicare la capacità di un animale di soffrire.
Anche se può essere difficile dare un margine esatto, ci sono sempre i casi evidenti, e la maggior parte degli animali che sfruttiamo fanno parte di questi casi evidenti.
Nel caso sia difficile giudicare la capacità nello sperimentare il dolore, per es. delle ostriche, dovremo fare uso del “beneficio del dubbio” , ovvero essere abbastanza generosi finchè non è un grande sacrificio l’evitare di ucciderle.
Osserviamo che lo stesso vale per gli esseri umani. Anche se non sappiamo esattamente quando sia accettabile uccidere un essere umano (feto, coma irreversibile, in guerra o per difesa personale) ci sono casi lampanti che ci inducono al non farlo.

23. Ma gli animali esistono per noi !
"Se gli animali non esistessero per noi, quale sarebbe il loro scopo? "

Tanto l'uomo quanto l'animale non esistono per essere utilizzati.
“Gli animali del mondo esistono per essi stessi. Non furono fatti per gli uomini, più di come i neri per i bianchi o le donne per gli uomini”, scrive la scrittrice di colore Alice Walker.

24. Useresti la violenza contro un animale per leggittima difesa ?

Visto che la maggior parte degli uomini userebbe la violenza se obbligati, per es. se qualcuno cerca di ucciderli, farlo non sarebbe un gran problema.
Solo il pacifista più radicale può affermare che non si ha il diritto di difendersi in una situazione estrema dove un orso o un assassino ci attacchi. (Il rischio di essere uccisi da un essere umano è in genere molto maggiore)

25. Gli animali da allevamento non possono sopravvivere in natura !

Quando i filosofi parlano di liberazione, si tratta di liberazione dalla tirannia dell’ uomo; liberazione dalla sofferenza e dalla morte prematura.
E’ chiaro che non si possa lasciare libero un animale senza pensare alle conseguenze. (alcuni animali come per esempio il maiale, sopravvive bene in natura)
Quando smetteremo di fecondare forzatamente gli animali da allevamento, il loro numero diminuirà gradualmente quindi i vecchi animali moriranno e nessun piccolo verrà fatto nascere forzatamente.
Lo stesso vale per gli animali allevati per le pelliccie e per la sperimentazione.

26. Va bene avere animali da compagnia ?

Si è arrivati a diverse conclusioni. Coloro che raccomandano gli animali da compagnia dicono che animali e uomini possono vivere insieme senza “usarsi” a vicenda. Dicono anche che vivere vicino ad un animale da compagnia sia un buon modo per imparare a conoscere gli animali e rispettarli -trattandoli bene ecc.-
Lo storico Keith Thomas scrive che l’ incremento delle persone di classe media nelle città che avevano un animale da compagnia (in Inghilterra nel 1500-1600) portò all’ abbattimento del muro tra uomini e animali e gettò le fondamenta del concetto che l’animale dovesse esser preso moralmente in considerazione. Molti scrittori inglesi del 1700 parlavano di animali, anche il filosofo Jeremy Bentham aveva un animale.
Coloro che difendono il fatto di avere un animale da compagnia dicono anche che un animale può dare all’uomo la possibilità di amare e di sentirsi amato.

Schiavi da compagnia ?

Chi è critico verso gli animali da compagnia dice che sia una forma di schiavitù, e che alla fine colui che decide è l’uomo. Anche se ben nutriti e ben tenuti gli schiavi sono sempre schiavi, scrive il critico e animalista John Bryant in un attacco al fenomeno degli animali da compagnia. I critici dicono che l’ animale è divenuto sofferente a forza di essere allevato per ottenere speciali caratteristiche. Comunque sono tutti d’accordo che è giusto prendersi cura di un animale al quale probabilmente si sarebbe tolta la vita.
Sono inoltre tutti contrari all’allevamento e la selezione degli animali per la commercializzazione.

Dare ospitalità ai rifugiati

“Io non ritengo che gli animali debbano essere allevati per diventare animali da compagnia, ma la verità e che ci sono tantissimi animali abbandonati nei canili. Io ho quattro cani che sarebbero stati uccisi se non me ne fossi preso cura.
Li tratto come rifugiati, non come “beni da compagnia” , dice il giurista e filosofo Gary Francione in un’ intervista. Poi bisogna pensare a cosa dargli da mangiare. Un vegetariano vorrebbe chiaramente evitare di dare carne al “suo” animale. I cani possono essere vegani, per i gatti il fatto è molto discusso.

27. Dolore e morte sopraggiungono anche nella vita selvatica !

Quindi si può considerare il dolore e la morte a cui le mucche da latte sono destinate sia meno grave?
Una pur “brutta” evenienza (es. morte della preda in natura ) rende un’ altra evenienza meno “brutta?” (sfruttamento e macello)
Il male che facciamo nei laboratori e negli allevamenti lo possiamo correggere. Per ciò che accade in natura è molto difficile far qualcosa senza mettere a repentaglio equilibri biologici, come per es. la varietà e la ricchezza biologica.
L’ uomo ha fatto (e continua a fare) grandi interventi sulla natura e le conseguenze di questi sono spesso spaventose.

28. I diritti presuppongono anche doveri !
"L’animale non ha doveri e di conseguenza non ha diritti!"

I bambini e i minorati mentali non hanno doveri di grado maggiore degli animali. Non è un valido motivo per il quale non gli si debbano dare dei diritti.
Perché hanno diritti? Bene, sono esseri la cui vita può prender forma verso il meglio o verso il peggio.
Hanno l’interesse di vivere una vita dignitosa, a non essere torturati ecc. La stessa motivazione si può usare per dare diritti agli animali.
Il fulcro dei diritti morali (diritto alla vita, buona qualità di vita ecc.) è che questi interessi vengano soddisfatti. L’ animale si trova, in quest’ ottica nella stessa categoria del bambino e del ritardato di mente, e fin quando riteniamo che ad un gruppo debbano essere riconosciuti dei diritti, dobbiamo affermere lo stesso per l’altro.

29. Gli animali non possono capire cosa sia la giustizia
Gli animali non possono capire cosa sia la giustizia. E’ perciò che non abbiamo il dovere di dimostrargliela!

Può essere giusto che gli animali non capiscono il concetto come giustizia, libertà, uguaglianza ecc. Ma in che modo ciò dovrebbe essere moralmente rilevante?
Il bambino non supera l’animale in questa concezione, ma ciò non significa che il bambino non abbia diritti, che non lo si tratti bene ecc. Ogni volta che ci si riferisce a qualche speciale caratteristica, bisogna chiarire in quale modo sia moralmente rilevante.

30. Tassisti ciechi

Alcune persone sono non vedenti. Se qualcuno suggerisse che a tutti i ciechi si debbano sottrarre i diritti umani – così che per es. la scienza possa utilizzarli per sperimentazioni scentifiche - sarebbe giusto ci chiedessimo: ma cos’ha a che fare il senso della vista con i diritti di base come vita e libertà?
Non è però ingiusto dire che i ciechi non hanno il diritto di diventare per esempio, tassisti. In questo caso il loro handicap è rilevante. Lo stesso vale per gli animali.
Nessuno ha detto che non ci debbano essere grandi differenze tra uomini e altri animali (o tra uomini e uomini o animali e animali). La questione è se, o in che modo, le differenze siano moralmente rilevanti.

Dritto di voto

La (solitamente) superiore intelligenza dell’uomo è moralmente rilevante quando si tratta per es. decidere chi debba avere il diritto di voto o il diritto agli studi universitari. Sostenere che gli animali – o i bambini in fasce – dovrebbero avere questi diritti sarebbe assurdo, e i difensori dei diritti animali non si occupano di questi nonsense.
In questa visuale (chi abbia il diritto al voto ecc.) la differenza nella capacità mentale è rilevante. Ma quando si tratta di sofferenza non lo è.

Schampoo negli occhi

Quando si versa shampoo negli occhi di un coniglio per testare i danni del prodotto, che rilevanza ha l’ intelligenza limitata del coniglio? Un essere meno intelligente non soffre meno di uno più intelligente nell’avere shampoo negli occhi. In questa situazione l'intelligenza non è rilevante così come non lo è il colore delle pelle, il sesso, o l'appartenenza ad una specie.

31. Il movimento per i diritti animali è antiumanistico ?

L’ umanismo è basato sull’ unicità e l’uguaglianza tra gli uomini. Il movimento per i diritti animali è perciò antiumanistico?

La questione, chiramente, dipendente da cosa si intende per umanismo. Se come umanismo si intende che l’uomo ha il diritto di usare altri animali per utilità e divertimento, naturalmente l’ umanismo andrebbe messo al bando. “Sciovinismo di specie” o “tirannia specista” sarebbe il nome più adatto per questa ideologia, sorella del razzismo.

Abbattere le barriere

C’ è infatti un’ altra visione su cosa implica l’umanismo.
Peter Singer la formula così: “La base per il vero umanismo è l’abbracciare nella sfera della compassione la sofferenza degli altri esseri viventi e l’abbandono di tutti i fanatismi ideologici e religiosi… l’ umanismo ha abbattuto le barriere tra gli uomini… questa considerazione un giorno si allargò per comprendere tutti gli esseri della nostra specie, un logico passo sarà il mettere in discussione anche i limiti tra le specie.
Un giorno l’ umanismo oltrepasserà questo limite e quindi oltrepasserà se stesso. Non sarà più “umanismo” ma compassione verso tutti gli esseri senzienti. Il vegetalismo o veganismo e la liberazione animale sono basati sull’umanismo, tengono conto del suo contributo, ma vanno oltre lo stesso.”
L’ attivismo per i diritti animali si può considerare come un approfondimento dell’ umanesimo.

I fondamentalisti dell’umanismo

Sverker Sörlin, ideologo storico e professore in storia dell’ambiente, ha scritto: “Ai miei occhi i vegani appaiono come una sorta di fondamentalisti dell’umanismo, la loro attenzione non si limita agli esseri umani. Hanno preso la loro “decisione dell’ anima”. Vogliono far allargare l’etica verso gli altri esseri.”

32. Si possono ammazzare gli animali nocivi ?

Dipende chiaramente da quale animale si tratta.
Uccidere “animali nocivi” come foche e alci non è come uccidere un tarlo.
Peter Singer sostiene che va bene uccidere certi “animali nocivi” , se veramente c’è un conflitto di interessi; se abbiamo delle scuse molto forti per uccidere l’ animale.
Egli sottolinea l’ importanza di vedere che ci sia un conflitto di interesse, ma che dobbiamo sempre prendere in considerazione l’animale. L’ uccidere un ratto non è lo stesso che lo strappare erbacce o rompere un ramo.

Anticoncezionali per gli animali

Quando avremo capito questo svilupperemo altri metodi per tener lontani i cosiddetti animali nocivi e risolvere conflitti tra uomini e altri animali. Per esempio distribuendo bocconi che rendano sterile l’animale, invece di ucciderlo lentamente e dolorosamente con il veleno.

Voi uccidete gli insetti coi diserbanti !

Bisogna considerare innanzitutto che i vegan cercano di limitare le sofferenze degli animali. Non è possibile eliminare tutte le sofferenze, ma è un bene alleviarle per più individui possibile.
Si possono fare diverse considerazioni:
1) La maggior parte delle coltivazioni esistono per produrre cibi per animali (diciamo l'80% per difetto), si ammazzano molti più insetti di quanto non si coltiverebbe per i soli esseri umani. Infatti per fare un chilo di carne di manzo ci vogliono di media 110 chili di piante. (considerando la media vitale dell'animale e la quantità di cibo giornaliero) (per produrre un g. di proteine animali ce ne vogliono ben 28 vegetali) Mangiare una fettina di carne quindi provoca molte più morti d'insetti che mangiare un piatto di fagioli o ceci dallo stesso contenuto proteico.
2) le coltivazioni destinate animali distruggono l'ambiente e lo depredano di moltissime specie che loabitano (vedi tutti i boschi rasi al suolo per fare carne e latte)
3) un insetto non viene ucciso apposta, e nella sua vita non lo obbliga a sofferenze atroci negli allevamenti come si fa per maiali ecc ecc.
4) Ammazzare un insetto incidentalmente non è come torturare una gallina apposta, quindi l'uccisione degli insetti che attaccano piantagioni si possono considererare inevitabili, per legittima difesa, se chi mangia le piante è infine l'uomo.
5) La morte di un insetto non è da paragonare alla morte di una gallina. Molti etologi sostengono che insetti che attaccano le piante hanno un sistema nervoso molto più elementare di una gallina o di un pesce, e senza dubbio della maggior parte degli animali che gli uomini sfruttano e uccidono per alimentarsene.

33. A me interessa solo la massima felicità.

"L’ unica cosa che mi interessa è massimizzare la mia felicità. Non divento più felice smettendo di mangiare carne. Quindi non c’è motivo per me per diventare vegetariano!"

Se qualcuno sostenesse: “L’ unica cosa che mi interessa e massimizzare la felicità di coloro nati di giovedì” noi potremmo chiedergli “ Cosa c’è di speciale nell’essere nati di giovedì?
Perché solo la loro felicità e desideri dovrebbero considerarsi più importanti?” Ci accorgeremo che le persone nate in altri giorni hanno lo stesso bisogno e desiderio di provare felicità. La dichiarazione secondo la quale noi dovremmo dare più importanza a quelli nati di giovedì darebbe infondata.
Lo stesso vale per il razzismo. Quando i razzisti sostengono che verso i bianchi si deve avere particolare considerazione, chiediamo con critica “Cosa c’è di speciale nei bianchi? Perche la loro felicità deve pesare più di quella dei neri? Non hanno i neri lo stesso interesse di stare bene?” Secondo questo pregiudizio, il colore della pelle è accettato come caratteristica di discriminazione ma non ha rilevanza morale.
A qualcuno che dice: “I miei interessi, la mia felicità sono i più importanti” potremmo chiedere la stessa cosa: “Cosa c’è di speciale proprio in te? Perché proprio i tuoi intressi devono essere più importanti?
Cos’ hai fatto per meritarti questa particolare attenzione? Godi la vita più di altri? Quale particolare dote possiedi?” Si capisce quindi che l’egoismo –l’ affermazione secondo la quale “ai miei desideri e bisogni, solo in quanto miei, devo dare un peso particolare- è dello stesso tipo del razzismo, o della teoria che a coloro nati di giovedi si debba dare più importanza.
Il fatto che siano i miei interessi, che rilevanza ha? Perché dovrebbero essere più rilevanti del colore della pelle?

Noi – e gli altri

Per considerare qualcuno in modo diverso bisogna sottolineare un particolare requisito che ne giustifichi il motivo (si può giustamente impedire ad un bambino di studiare all’ università con la motivazione che non potrebbe sostenere gli studi.)
Per l’ iscrizione all’ università, la capacità mentale, a differenza dell’ appartenenza a una certa razza, è una caratteristica moralmente rilevante che giustifica uno speciale trattamento). L’egoista non può mostrare una caratteristica che giustifichi un trattamento speciale e positivo proprio nei suoi confronti. Gli egoisti, esattamente come i razzisti dividono senza basi ragionevoli il mondo in due parti. Io/noi - e gli altri.

Cosa c’è di così speciale negli esseri umani

Notare che la stessa domanda critica si dovrebbe fare agli specisti (sign. spiegato nella prima FAQ) che sostengono che solo la felicità umana è importante. “Perché gli esseri umani hanno una speciale capacità di godere la vita? Ci siamo meritati una vita così speciale? Perchè la sofferenza dei membri della specie Homo Sapiens dovrebbe contare di più di quella corrispondente degli animali?” “…la cosiddetta legge della giungla dovrebbe estendersi dalla sola sfera umana a tutto il regno animale.” (Lettera a The Humanitarian, Thomas Hardy 1840-1928)

34. Solo gli uomini hanno un’ anima immortale !

Alcuni cristiani sostengono che solo gli esseri umani hanno un'“anima immortale”. Se fosse così, anche lo scrittore e teologo C.S.Lewis e il cardinale Bellarmine hanno constatato , il nostro dovere di prendere sul serio gli animali deve aumentare, visto che la vita loro offerta sulla terra è solo una e non possono aspettarsi nessuna compensazione nel regno dei cieli. “L’ assenza dell’anima è in questo caso molto rilevante per l’ argomento, un argomento contro la sperimentazione sugli animali” C.S. Lewis (1898-1963) “Un motivo per l’abolizione”

35. La Bibbia ci dà il diritto di mangiare carne !

La visuale del Creatore era che l’animale avrebbe dovuto vivere una buona vita e in libertà, mentre noi ci saremmo cibati di vegetali (Mosè 1.29), sostengono molti attivisti cristiani.
Subito dopo il giudizio universale “pensò” Dio, come conseguenza del peccato, di compromettere e sanzionare chi si cibò di carne.
L’ ideale vegetariano riappare nella visione di Isaia sulla terra promessa, dove “i lupi conviveranno con gli agnelli, le pantere riposeranno coi capretti… e il leone mangerà paglia come i buoi” (Is. 11:6-9). Gesù non si rimpinzò di animali, come molti dei suoi posteriori seguaci. Secondo il vangelo mangiò pesce, ma ciò non è molto strano. In Palestina in quel tempo non c’era probabilmente nessun’altra fonte proteica. Questo problema non lo abbiamo oggi, dall'ideale biblico le abitudini alimentari vegetariane vengono in una nuova luce, sostengono i cristiani interessati agli animali.
Una fonte d’ ispirazione per l’ attenzione agli animali può trovarsi nella parola di Gesù nel vangelo secondo Matteo “Non si vendono due passeri per una moneta? Nessuno di essi cadrà al suolo se non il vostro Padre”.
La parabola, si crede si sciolga nella spiegazione secondo la quale Dio si identifica nell’animale fino al grado in cui quando un animale muore così muore anche Dio con esso.

36. Le verdi distese sarebbero in pericolo se l’animale non ci pascolasse !

Possiamo mantenere i campi coltivando fonti di cibo. Radici, frutta, verdure e inserendo riserve di animali liberi quando non si useranno più per gli allevamenti. Se ci sarà un forte desiderio di vivere la bellezza dell'estate sui prati potremmo con le tasse, pagare subito lavoratori per curare prati con falci o falciatrici, allo stesso modo di come le paghiamo oggi per proteggere i bei parchi cittadini.

Neri in campi di cotone

Gli animali che pascolano sono belli!

Agli uomini piace l'avorio, anche se non accettano che gli elefanti si sparino per un motivo qualunque.
Per questo sempre meno gente acquista oggetti d'avorio. Se lavoratori "neri dai corpi nudi su bianchi campi di cotone" infondessero a qualcuno arte o bellezza, ovviamente non potremmo prenderla come argomentazione sullo schiavismo dei neri.
Nel caso dei campi, quindi, la componente estetica deve passare in secondo piano rispetto a quella etica, cioè evitando che gli animali vengano sfruttati.

37. Rimarremmo senza concime !
Rimarremmo senza concime se scomparissero gli allevamenti!

No. Innanzitutto è importante ricordarsi cos'è il concime, cioè vegetali passati attraverso un animale.
Piuttosto si potrebbero fare i compost (macerare naturalmente), si possono anche utilizzare gli escrementi umani, e in secondo luogo si potrebbe utilizzare il metodo della coltivazione a rotazione (sovescio) per dare al terreno il nutrimento necessario utilizzando legumi che fissano l'azoto come piselli, fagioli, lupini etc.

Ripristinare l'anello della vita

Tra i diversi metodi che esistono per coltivare senza l'uso di allevamenti, è tuttavia cosa più importante il "ripristinare le connessioni" iniziando a riciclare gli escrementi umani usandoli nei campi. Questo si attua già su larga scala in Cina, ma anche in diverse oasi ecologiche in Svezia. I raccolti danno prodotti biologici.

38. Gli animali ci invaderebbero !

E' incredibile quanto spesso si senta questa assurda affermazione.
Bisogna considerare che non si proporrebbe mai di rilasciare gli animali così tutt'a un tratto in balia di se stessi per le strade.
La gente non diventa vegetariana nel giro di una notte come neanche la sperimentazione sugli animali non terminerà nel giro di una notte.
Più vegetariani ci saranno, più la richiesta di carne diminuirà, sarà un processo lento, durante il quale si alleveranno sempre meno animali. Fin quando ci saranno animali che non sopravviverebbero da soli, sarà nostra responsabilità di permettere loro una vita naturale e migliore possibile, senza ucciderli in anticipo.

Nordisti e sudisti

Nei libri di storia si legge che quando i nordisti volevano liberare i neri dalla schiavitù, i sudisti sostenevano che i neri erano abituati ad essere schiavi e avevano bisogno dei padroni, per cui la loro liberazione avrebbe creato grossi problemi. Secondo loro non avrebbero avuto cosa fare e dove stare, sarebbero stati perduti! Di fatto continuarono a lavorare nei campi, il loro status divenne pari agli altri esseri umani, ma la tratta dei neri venne finalmente interrotta.

39. Se non li allevassimo non esisterebbero !

Se tutti diventassero vegetariani molti animali non avrebbero la possibilità di venire al mondo. Gli animali dovrebbero essere felici che li mangiamo, altrimenti non esisterebbero!

Mettiamo il caso che ci siano persone che amano i bambini, ma li uccidessero per es. all' età di tre anni.
Potremmo accettare che si difendessero dicendo "I bambini dovrebbero esser felici di essere stati messi al mondo, tre anni di vita sono meglio di niente!"

Maiali felici

E' difficile allontanarsi dalla considerazione che gli esseri umani mangiano carne perché è buona, e non quella secondo la quale l'animale mangia l'altro animale "per il proprio bene" - Proviamo lo stesso ad analizzare quest'ultima, isolandola.
La questione pare che sia fondata sul fatto che si crede che la vita negli allevamenti sia piena di cure e benessere, perciò si stia facendo un servizio all’ animale perché lo si è messo al mondo.
Questo presupposto è dubbio. La maggior parte degli animali vengono tenuti così male che la loro vita è fatta di sofferenza piuttosto che di felicità o libertà. Gli abitanti delle fabbriche di animali soffrono di stress, malattie, angoscia e tristezza. Non li si favorisce certo solamente mettendoli al mondo.
C’ è un millesimo di maiali che può uscire all'aperto, (come galline ecc.) le quali vite in confronto sono migliori.

Più sono – più felicità

Abbiamo quindi la responsabilità di mettere al mondo questi animali felici?
Questa è una complessa domanda filosofica. A colui che si pone questa domanda si dovrebbe chiedere se davvero intende che noi abbiamo la responabilità di mettere al mondo il maggior numero di animali possibili.
Se egli sostiene di sì, allora deve anche significare che siamo anche obbligati a massimizzare il numero di esseri umani, qualcosa che porta questo debole appello a un’ opinione che contrasterebbe con i metodi anticoncezionali, l’aborto ecc.
D’ altra parte, siccome dovrebbero vivere molte più persone, sulla Terra si mangerebbe più cibo vegetale, diminuirebbero gli animali che se ne cibano, portando ad un inevitabile calo di allevamenti e del mangiar carne.

Vita nelle riserve

Inoltre, se fossimo obbligati a massimizzare il numero di animali sulla terra, non ci sarebbe il motivo di separarli dalle loro madri, castrarli, tenerli in cattive condizioni, trasportarli e macellarli in circostanze industriali. Gli animali d’allevamento che decideremo di tenere – quando non mangeremo più carne – dovrebbero poter vivere il più possibile in libertà e nel miglior modo possibile, forse in grandi riserve

40. I pesci non soffrono !
"Cosa c’ è di sbagliato nel pescare? I pesci non soffrono!"

Immagina che ti allungassi per prendere una mela che pende da un albero quando improvvisamente un gancio ti si infilasse nella mano e ti sollevasse – con tutto il peso del corpo sulla mano infilzata – in un’ atmosfera dove non puoi respirare.
Sulla più grande ricerca indipendente che si si fatta sul dolore nei pesci, The Medway Report (1980), si è constatato all'unanimità che l'evidenza del dolore nei pesci è forte come l’evidenza del dolore negli altri vertebrati.

41.  La carne fa bene !

La carne contiene colesterolo e grassi saturi, dei quali dovremmo diminuire il consumo.
La carne non contiene fibre, che dovremo assumere in maggiori quantità.
La carne contiene inutilmente troppe proteine.
Un forte consumo di proteine – specialmente animali – porta a carenza di calcio e osteoporosi secondo molti studi. Una serie di studi indica che una dieta vegetariana/vegana migliori la salute. Certo che la carne in moderate quantità può far bene.
Ma non è argomento valido quando si può vivere bene e mangiare cibi ottimi che provengono dal mondo vegetale.

Mangiare carne è naturale !

Sia mangiarla che non mangiarla è naturale. (anche se studi hanno provato che l'uomo preistorico era principalmente vegetariano e raccoglitore di semi e frutta) Oggi un uomo può fare delle scelte dettate dalla ragione e dalla sensibilità, grazie anche alla varietà di cibi vegetali e al crollo del mito dell'indispensabilità carne e delle proteine nobili.
Quello che indubbiamente non è naturale è come hanno vissuto gli animali che finiscono sul piatto sottoposti a sofferenza, prigionia, stress, morte precoce e somministrazione di medicinali. Considerando inoltre lo spreco di risorse naturali e l'inquinamento legati agli allevamenti, ci sono abbastanza motivi per riflettere su questa "naturalità".

42. Ci sarebbero molti meno animali !
"Ci sarebbero molti meno animali sulla terra se tutti diventassero vegetariani!"

Oggi ci sono oltre 1,2 miliardi di animali d'allevamento. Quando non avremo più bisogno di coltivare per allevarli e quando vedremo che tutti gli uomini avranno abbastanza da mangiare, lasceremo i boschi e territori selvatici espandersi sulle aree che oggi usiamo per la coltivazione di cibo per animali.
Gli animali selvatici prenderanno il posto degli animali imprigionati, e l'uomo avra più possibilità di una vita all'aperto nei boschi.

43. Dovete fregarvene di cosa mangio io !
Vegani e vegetariani non devono venire a dire agli altri cosa devono mangiare! Io non mi intrometto nella vostra alimentazione quindi dovete fregarvene di cosa mangio io!

Questa è una variante di un'affermazione già trattata. Di nuovo, dovremmo accettare un pedofilo o chi picchia i figli che si difende dicendo: "nessuno deve venirmi a dire come devo trattare i miei bambini!" o: "me ne frego come tratti i tuoi bambini, quindi devi fregartene di come io tratto i miei."

44. Se gli eschimesi smettessero di mangiare carne si estinguerebbero !

E' possibile che alcune persone, nella fase di sviluppo tecnico-scientifico e culturale in cui si trovano, siano obbligati a mangiare carne per sopravvivere. Molti cristiani vegetariani accettano senza problemi che gesù mangiasse pesce.
Probabilmente era l'unica possibilità per soddisfare il fabbisogno proteico nella palestina di 2000 anni fa. Nelle città non si coltiva Se gli eschimesi sono obbligati a scegliere, per sopravvivere, la propria vita o quella delle foche, ci sono buoni motivi per cacciare foche. Inoltre oggi non sono obbligati nemmeno a questo, perchè si può trasportare cibo via cielo e via mare.
Nelle città dove l'asfalto e il cemento si espande, gli abitanti, come quelli delle zone polari, non possono coltivare cibo. La gente nelle città sopravvive grazie al fatto che ci si trasporta il cibo.

Hitler era vegetariano !

Non è vero, ma anche ammettendo che lo fosse stato?...Stalin mangiava carne... Perchè le abitudini alimentari sono interessanti quando si discute lo stile vegan e i diritti animali?
Hitler fece costruire le "autobahn". Ciò significa che le autostrade sono fascistoidi ? Hitler era un pittore. Dovremmo chiudere tutte le gallerie d'arte?
Hitler voleva bene solo ai suoi cani, ma mise al bando le associazioni vegetariane in Germania e nei territori occupati. ll suo medico gli consigliò di cibarsi di molta frutta e verdura, perchè aveva problemi di salute. ecco  un approfondimento.

45. Ma le mucche stanno bene !

Solo in pianura Padana ci sono sei milioni di mucche: hanno solo una minima possibilità per soddisfare i loro bisogni naturali.
Durante la maggior parte della loro breve vita, la spaventosa maggioranza vive legata ad un box, con nessun'altra attività tranne quella di alzarsi, sedersi, mangiare, quando non è attaccata alle mungitrici.
 Il cibo viene servito sul posto. (Le mucche vengono macellate prima dei 5 anni perchè diventano "improduttive", la vita normale di una mucca arriva ai 25 anni)

Le mucche si vogliono muovere.

Rinchiudere le mucche è depredarle del loro naturale bisogno di muoversi e vivere libere. Il modo in cui si "fissano" in Svezia per esempio, è un problema. Se si usa il cosiddetto box lungo, non hanno sempre l'accesso al cibo, nel box corto invece non possono stendersi a terra con le zampe anteriori distese, cosa che farebbero spesso e volentieri.

Macchine da latte.

Una mucca da latte che pascola libera e non assume additivi può produrre 15-20 litri di latte al giorno. Con gli additivi (integratori)e gli alimenti stimolanti (cereali, soia, piselli ecc.), oggi arriva a produrre 25-50 litri di latte al giorno, durante il periodo di lattazione che dura 8-10 mesi dopo la nascita dei vitellini. Le mammelle possono pesare fino a 50 chili.
Durante le prime settimane, la produzione di latte è così alta che la mucca spende più energie di quante ne può assimilare dal cibo. L'acetonemia è la malattia provocata dallo scompenso energetico. L'assorbimento dei principi nutritivi è messo a dura prova a causa delle grandi quantità di latte cui è costretta a produrre.
Aumentando la produzione del latte, aumenta la predisposizione alle malattie.

L'industria del latte succhia

Il metabolismo costantemente alto delle mucche dovuto dal continuo succhiare delle mungitrici, insieme a tutte le malattie, (infiammazione delle mammelle, acetonemia, malformazioni del vitello) che l'industria del latte causa, fa sì che l'animale si consumi e venga macellato all'età di 4-5 anni, talvolta anche prima.


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