Manuel Comandini

Manuel Comandini in azionePresentazione personale
Disciplina: TRIATHLON


Nato nel: 1987
Peso: Kg 67
Altezza: cm 178
Pratica sport regolamente dal: 1993 (calcio fino al 2007, podismo dal 2011 al 2012, triathlon dal 2013)
Vegan dal: 27 febbraio 2012

Record personali:
10 km : 43'19’’ (allenamento)
Mezza maratona: 1h 33’ 43’’ (Pisa, dicembre 2014)
Maratona: 3h 28’ 47’’ (Berlino, settembre 2014)
Half Ironman: 5h 31’ 47’’ (Pescara, giugno 2014)
Ironman:
12h 36’ 17" (Zurigo, luglio 2014)

INTERVISTA
Perchè hai iniziato a correre?
Per scommessa. Sono tifosissimo del Cesena e nel 2011 promisi che se il Cesena si sarebbe salvato in serie A, avrei corso una maratona. Così fu, lo feci con un amico e scelsi Amsterdam.
Dopo quella traumatica maratona decisi che quello sport non faceva per me. Successivamente, quando sono diventato vegano e spesso sono stato etichettato come un morente che a fatica avrebbe potuto correre, ho deciso di ricominciare.
Ora è una grande passione.

Perchè sei diventato vegan?
Perché gli onnivori non lo sono?

Qual è la cosa migliore nel correre?
Sentirsi libero.


Quella peggiore?
L’infortunio non può che essere la peggiore.

Qual è la cosa migliore nell'essere vegan?
Essere rispettosi verso ogni vita terrestre e verso la natura.

Quella peggiore?
Ovviamente nessuna.

Cosa mangi a colazione?
Frutta, frutta, frutta e ancora FRUTTA!!!

Hai qualche ricetta preferita?
Spaghetti alla veg carbonara di mia mamma.

Vuoi aggiungere qualcos'altro?
Sono convinto, come diceva Leonardo da Vinci, che verrà il tempo in cui l’uomo non dovrà più uccidere per mangiare, ed anche l’uccisione di un solo animale sarà considerato un grave delitto.
Questo tempo, per noi vegan, è già arrivato.


Gare disputate da vegan


Podismo

Maratona di Amsterdam 2012: 3h 50' 38''

Maratona di Firenze 2012: 3h 54' 02''

Mezza maratona di Numana 2013: 1h 41' 10''

Mezza maratona (Mapei day 2013) Bormio (1226 slm) – Passo dello Stelvio (2758 slm): 2h 21'

Maratona di Amsterdam (ottobre 2013): 3h 47' 31''

Maratona di Valencia (novembre 2013): 3h 43' 12''

mezza Maratona di Genova (aprile 2014): 1h 37' 55''

Maratona di Berlino (settembre 2014): 3h 28' 47''

mezza maratona di Arezzo (ottobre 2014): 1h 35' 20''

mezza maratona di Ravenna (novembre 2014): 1h 39' 44''

Maratona di Firenze (novembre 2014): 4h 06' 12''

mezza maratona di Pisa (dicembre 2014): 1h 33' 43''

mezza maratona sulla sabbia, S.Benedetto del Tronto (febbraio 2014): 1h 36' 38''

Maratona di Barcellona (marzo 2015): 3h 31' 26''

mezza maratona di Piacenza (maggio 2015): 1h 36' 03''

Mezza maratona (Mapei day, luglio 2015) Bormio (1226 slm) – Passo dello Stelvio (2758 slm): 2h 28' 28''

Triathlon

Half Ironman Rimini 2013: 6h 2'

Ironman Challenge Almère (Olanda) 14 Sett 2013: 14h 21' 54''.. vai all'articolo

Half Ironman Rimini 2014: 5h 55' 21''

Half Ironman Pescara 2014: 5h 31' 47''

Ironman Zurigo 2014: 12h 36' 17''

Olimpico di Barberino del Mugello 2015: 2h 49' 26''

Ironman Nizza 2015: 13h 21' 43''

Cinzia Salvi, terza donna alla Camignada

Domenica 4 Agosto 2013: Cinzia arriva terza alla Camignada: 30 km per 3700 dislivello complessivo dei quali 1370 in salita in 3h22' !

Cinzia alla Camignada 2013

 

 

 

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Michele Bernasconi alla "Marathon Trail del Lago di Como" 115 km/6500mt

Michele alla Marathon Trail del Lago di Como

Il 13 e 14 luglio ho preso parte al mio primo ultra-trail superiore ai 100 km, più precisamente il Marathon Trail del Lago di Como, gara di 115km per un dislivello complessivo di + 6500m che si svolge a cavallo tra il lago di Como e quello di Lugano. Salite e chilometraggio a parte, la grande difficoltà di questa gara é certamente il caldo, visto che si svolge a metà luglio ad altitudini non elevate che vanno da i 200 m di Como ai 1700 m circa del Mt. Generoso. Per questo motivo i ritiri sono sempre numerosi e quest'anno su 130 partecipanti, solo in 64 hanno tagliato il traguardo.

Questa stagione ho potuto gareggiare poco a causa di una lesione del legamento esterno della caviglia, che mi ha tenuto fermo quasi 2 mesi tra marzo ed aprile. Non avevo quindi gare nelle gambe se non una di 20 km a gennaio, insomma, tanto allenamento ma poco agonismo puro e per questo ero un po' preoccupato. Ma questa é una gara a cui tengo particolarmente perché si svolge sulle montagne di casa e non volevo mancare.

Parlando di alimentazione é importantissimo mangiare abbondantemente frutta dolce e insalata a foglia verde (riducendo al massimo i grassi) nei giorni precedenti la gara, così da riempire i propri muscoli delle scorte necessarie di zuccheri e mantenersi sempre ben idratati.


La mattina prima della gara invece, ho preso l'abitudine di bermi una spremuta d'arancia di circa 1.2 litri, almeno un' ora e mezza prima della gara.

In un trail é sempre importante non portare nello zainetto pesi superflui, anche pochi grammi possono diventare tonnellate se tenuti in spalla per 15-20 ore. Limitarsi quindi al materiale obbligatorio, oltre a 1/2 litro d'acqua e 1/2 litro di frullato di datteri. Meglio perdere 30 secondi per riempire il "camelback" ad ogni ristoro, piuttosto che portarsi in giro tutto ciò che non serve.

Alle 09.15 siamo quindi partiti dal lungolago di Como e passando da Cernobbio siamo saliti fino in vetta al Bisbino. Da li seguendo la Via dei Monti Lariani in direzione di Pian delle Alpi, abbiamo raggiunto Erbonne ed in seguito Orimento, fino a giungere sulla vetta del Mt. Generoso (1700 m circa). Ripida discesa fino ai 300 metri di Campione d'italia, fine della prima tratta di 42 km e primi 2400 metri di dislivello lasciati alle spalle. Tutto questo in circa 6 ore e 30 minuti. Durante questo primo tratto ho terminato il mio fruttato di datteri e mangiato alcune banane e una mela.
Appena ripartito dal ristoro di Campione, ho fatto conoscenza con la salita più dura che abbia mai fatto, la Sighignola! 1000 metri di dislivello da fare in soli 3 km, insomma, un muro! In vetta ho capito che la pendenza della salita e l'afa mi avevano preso male, così ho deciso di non forzare la discesa verso Lanzo d'Intelvi per cercare di recuperare. Nella salita seguente ho subito capito che qualcosa non andava, ho cominciato ad avere una forte nausea, ho stretto i denti fino al successivo punto di ristoro al km 55. Sono stato costretto a sedermi, lo stomaco chiuso non mi permetteva di mangiare così ho provato a spremere del limone nell'acqua. Ho visto che stavo un po' meglio e ho riempito il camelback con acqua e limone. Ritirarmi sarebbe stato per me una delusione troppo grande così ho iniziato una battaglia psicologica contro me stesso. Cercavo di non pensare che mancavano ancora 65 km, sarebbe stata la fine. Mi sono dato degli obiettivi facili da raggiungere: "Michele, arrivi al prossimo ristoro e decidi cosa fare". E così da ristoro in ristoro, fino ad arrivare ad Argegno (200 m) verso le 22.30, km 77 e 4600m di dislivello alle spalle. Non mangiavo nulla che non fosse acqua e limone da 30 km, così ho provato a mangiare 2 mele e un po' di arachidi salate per integrare un po' di sodio. Mancavano solo 38 km e non potevo mollare adesso, così verso le 11 ho rimesso la luce frontale e ho ricominciato a salire in solitaria nel bosco nel buio della notte. Sarà l'aria più fresca ma ho cominciato a stare un po' meglio e questo mi ha permesso di superare altri trailer trovando un buon ritmo. Verso la una di notte mi sono unito ad uno di loro con il quale ho camminato per lunghi tratti fino alle 4.10 del mattino, orario in cui siamo arrivati al ristoro del Rifugio Venini, situato appena sotto l'ultima cima della giornata. Da li mancavano ormai solo 20 km, di cui gli ultimi 18 in discesa. A quel momento ho preso la miglior decisione che potessi prendere prima di ripartire verso il Mt. Tremezzo. Mi sono fermato accanto al camino acceso a mangiare frutta e ho riposato fino alle 4.45. Sono ripartito ancora col buio, ma una volta in vetta alle 5.10 iniziava a schiarire e questo mi ha permesso di farmi i 18 km di discesa con la luce dell'alba. La nausea mi era passata e credo d'aver fatto la miglior discesa della mia vita, forse rischiando anche troppo, ma ho raggiunto, superato e distanziato tutti quelli che avevo visto al rifugio ma che avevano preferito scendere col buio, restando così snervati dalla difficoltà delle lunghe discese nei sentieri di notte con la misera luce del frontale.


Poco dopo le 6.30 sono giunto a Menaggio, le gambe ancora fresche, senza dolori muscolari o alle ginocchia, sono arrivato sorridente, emozionato, con la convinzione di aver fatto una grande gara. Non mi ero arreso, neanche quando il ritiro sembrava così vicino e facile da decidere. Darsi piccoli obiettivi da raggiungere é stata la scelta migliore, non pensare alla montagna da scalare, ma solo al passo successivo da fare. Passato il traguardo ho scoperto che avevo concluso 24° assoluto, 6° nella mia categoria in 21 ore e 25 minuti. Molti di quelli che mi erano davanti o mi avevano superato alla fine si erano ritirati, perché le ultra-trail non sono solo una lotta a chi va più forte, bisogna anche restare concentrati e riuscire ad ascoltarsi per non bruciare tutte le energie. Superare la fatica e il disfattismo della mente, avere voglia di soffrire. È questo che fa delle gare di lunga durata qualcosa di speciale, difficile da spiegare, perché quando ti trovi nella notte, da solo nei boschi o sulle montagne, con la sola luce del frontale a farti compagnia, é allora che esce la persona che sei veramente, la tua forza e le tue debolezze.

Ancora una volta ho terminato una gara senza assumere integratori, gel o bevande energetiche. Solo acqua, frutta e qualche arachide salata. Lo sport da laboratorio non m'interessa, perché é il contatto con la natura oltre al tuo essere interiore a fare dello sport qualcosa che va ben oltre il risultato finale. E per questo sono fiero di portare avanti questa filosofia.

Jon all'Ironman di Lanzarote

Ironman Lanzarote – Il Racconto di Jon Zaid
Jon Zaid Lanzarote

Il 18 Maggio 2013 ho partecipato al mio decimo Ironman, il nono che sono riuscito a finire (purtroppo a Klagenfurt nel 2012 mi hanno squalificato per aver superato il tempo limite nel nuoto, 2 ore 20 minuti, quando ero 200m dal termine della frazione). Per quelli che non sono del mondo del Triathlon, ci sono diverse variazioni. Quelli più classici sono: Sprint: 750m di nuoto, 20km di bici, 5km di corsa, Olimpico: 1500m di nuoto, 40km di bici, 10km di corsa, Mezzo Ironman: 1900m di nuoto, 90km di bici e 21.1km di corsa (mezza maratona), e Ironman, 3800m di nuoto, 180km di bici e 42.2km di corsa (maratona).

Ho sempre voluto fare un Ironman da quando vidi alla TV uno dei primi Ironman nel lontano 1980, ma odiavo il nuoto e non pensavo di essere in grado di nuotare neanche 1000 metri, altroché 3800. Ma qualche anno fa sono andato in piscina e ho cominciato a ritornare al nuoto. Ho scoperto che anche se ero lentissimo, potevo nuotare qualsiasi distanza senza gran difficoltà. Con il problema nuoto risolto, già correndo regolarmente sono entrato nel mondo del triathlon partecipando a qualche Sprint e a qualche Olimpico.

Le gare corte come sprint e olimpici, mi sono piaciute di meno per vari motivi. Non essendo un buon nuotatore non riesco a sfruttare la scia nel nuoto e soprattutto nella frazione ciclistica, cosa permessa nelle distanze sprint e olimpico, dove e’ importantissimo non solo per arrivare prima ma per essere più riposato per la corsa dopo. Un altro motivo è la transizione. Fra ogni disciplina c’è la parte dove si deve cambiare fra uno sport e l’altro; fra nuoto e bici e fra bici e corsa; cambiarsi le scarpe, togliersi la muta, ecc. Nella gare corte questo tempo incide molto nel tempo totale della gara. E anche qui si deve essere allenati per fare dei buoni tempi. Ma forse il motivo più importante è che preferisco fare sia in allenamento che in gara distanze più lunghe a ritmi più lenti; gare di resistenza. Per questi motivi e perché mi diverto molto di più facendo distanze lunghe sono passato molto velocemente dalla distanza sprint alla distanza Ironman.

Questo è il secondo anno che partecipo all'Ironman di Lanzarote. Per moltissimi Ironman devi iscriverti un anno in anticipo perché vendono velocemente tutti i posti, già nel giro pochi di minuti dopo l'apertura delle iscrizioni. Nel 2012 sono andato con un mio caro amico e quest'anno molti della mia squadra hanno partecipato insieme a noi. Abbiamo preso un volo Ryanair low-cost, che ha un volo alla settimana da Bergamo a Lanzarote. Quasi tutti i passeggeri andavano a Lanzarote per l’Ironman, l’atmosfera era molto festosa. Tanti si conoscevano già o si conoscevano amici di amici.

Arrivato a LanzJon Zaid Lanzarotearote avevamo prenotato un pulmino enorme per il trasporto all’albergo e poi per il ritiro pettorale.

Jon Zaid Lanzarote
Abbiamo alloggiato in un albergo dove siamo stati anche nel 2012, a Puerto del Carmen, vicino alla partenza dell'Ironman. E’ importante essere vicini alla partenza per non perdere troppo tempo la mattina della gara per arrivare. L’albergo era molto bello ed anche molto economico, con grande piscina, a 100 metri dalla spiaggia ed un buffet con ogni cosa si possa immaginare.  Anche per un vegan, non c’è nessun problema per quanto riguarda colazione e cena. Pensa che avevano anche il latte di soia la mattina.
Jon Zaid LanzaroteJon Zaid LanzaroteLa sera dell’arrivo abbiamo fatto una breve corsetta di 15 minuti. Giovedi mattina sono uscito per fare un giro, 1900m, del percorso nuoto. Ormai nuoto pochissimo e l’ultima nuotata che ho fatto era per l’Ironman dell'Isola d’Elba a Settembre! Il percorso di nuoto a Lanzarote e’ favoloso. Nell’oceano, ma l’acqua e’ piatta, non fredda, e si usa la muta, ed e’ chiara come in una piscina. Il percorso e’ un rettangolo segnato non solo con le solite boe grandi ma anche con una cima con una piccola boa ogni 5-10 metri. Non ci si può perdere (a Klagenfurt mi sono perso in mezzo al lago). Io respiro a destra ma purtroppo le boe sono sulla sinistra e ad un certo punto ho preso una boa di metallo in testa. Non mi sono accorto ma mi sono anche tagliato la testa. Il nuoto è andato bene, nessuna sorpresa ma ti dà la fiducia in te stesso che ce la puoi fare.

Dopo il nuoto, una breve uscita in bici per provare la bici ed essere sicuro che dopo il trasporto tutto funzioni a dovere. C’era tantissimo vento. Lanzarote è conosciuto per il vento ed è questo il fattore di difficoltà di Lanzarote. Dopo la bici siamo andati a Club La Santa che dista 20 km da Puerto del Carmen, per ritirare il pacco gara. C’era un pasta party abbondante ed era come una grande festa prima della gara. 
Jon Zaid Lanzarote
Venerdì pomeriggio si portavano le bici alla ZC (zona cambio). Qui staranno la notte. Devi entrare in ZC con pettorale, casco in testa e  braccialetto Ironman che devi tenere fino la fine della gara. Porti anche le sacche per la bici e la corsa che vengono appese. La sacca bici ha tutto quello che ti occorre per la bici; scarpe, calzini, occhialini, ecc. Corsa, scarpe, ecc. La mattina prima della gara puoi sempre mettere altre cose, cosi’ spesso basta mettere poche cose.

Più tardi in albergo, preparo l’alimentazione che porterò in gara. Nella distanza Ironman, l’alimentazione è considerata la quarta disciplina. Essenziale, molto personale e molto discussa. Anche prove in allenamenti lunghi non ti preparano per l’evento che potrebbe durare facilmente da 10 a 17 ore.  Quest'anno ho portato con me una larabar (vegan), due buste grandi di frutta secca varia, e tre tortillas riempite con hummus (una crema di ceci e tahina) che ho fatto a casa e ho portato appresso.  Utilizzo anche gli Hammer Heed che sono dei carboidrati/sali da mettere nella borraccia. Riempio solo una borraccia per non portarmi dietro troppo peso. In gara ogni 20-30 km ti danno altre borracce con sali, acqua o coca cola. Trovi anche banane in quasi tutti i ristori che bastano e avanzano.
Jon Zaid LanzaroteJon Zaid Lanzarote

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La mattina della gara sveglia abbastanza presto, un po per l’ansia della gara un po per essere all’arrivo in tempo. Io non faccio la colazione. Molti la fanno ma io preferisco di non mangiar niente prima del nuoto. Dal nostro albergo sono 5 minuti di auto per arrivare al tendone della partenza.

Jon Zaid Lanzarote

Alle 6,45 siamo tutti sulla spiaggia aspettando il via. Tutti un po nervosi per la giornata che ci aspetta. Il primo ostacolo è la tonnara della partenza. A Lanzarote sono  più di 1700 persone che partono insieme in mare. In altre gare ci sono anche più di 2500 partenti. Si prendono botte e calci dappertutto e può essere un’esperienza difficile per chi non ha provato questo tipi di partenze. Io parto sempre in ultima fila perché vado piano e per prendere meno botte possibile. Il mio peggior tempo sul nuoto era a Klagenfurt dove non sono riuscito finire in 2h20’. Di media faccio 1h45' ed i migliori fanno ben sotto un’ora. I miei amici vanno da 1h05' a 1h15'. Non essendomi allenato pensavo di fare 1h45’ e sono rimasto sorpreso di aver fatto 1h38’. Il nuoto e’ stato molto “rilassante”. Non mi sono sforzato e ho goduto una bella nuotata al mare. Uscendo dal mare inizia il difficile dell’Ironman, la bici. Il primo passo è il tendone sulla spiaggia dove prendi la tua sacca e ti cambi. Ci sono persone che ti aiutano e se vuoi ti mettono la crema solare. Lasci nella sacca la muta e gli occhialini. Io nuoto con la mia divisa triathlon sotto la muta per non avere la necessità di un ulteriore cambio.  Poi una corsa per andare alla zona cambio dove c’è la bici ma prima mi sono fermato al WC.  Risolto problema numero uno, è ora di correre alla bici. Casco e pettorale, subito per evitare un cartellino giallo. Si cammina/corre con la bici lungo il corridoio delle bici fino alla partenza, si sale sulla bici e vai!!! C’era una leggera pioggia ma ho scommesso che non sarebbe aumentata e non ho portato il giubbottino. Ho avuto ragione perché dopo ha smesso.
Jon Zaid Lanzarote
Il percorso bici è l’attrazione di Lanzarote. E’ affascinante e difficile per il vento e le condizioni della strada in diversi punti.  I miei amici avevano circa 30 minuti di vantaggio. C’è solo un punto dove si intravedono quelli davanti a te e ho visto un amico ma non avevo ancora idea di quanto avanti fosse ma ho intuito che erano almeno 30 i minuti che ci avrei messo per arrivare fin li. Il paesaggio è spettacolare. E’ un giro unico sul un’isola vulcanica, e ti trovi con il mare e vento da un lato della strada e campi di lava sul’altro. Altri momenti sei immerso in un deserto di lava. All’entrata del parco nazionale TImanfaya c’è il cartello con un piccolo diavoletto che è il simbolo dell’isola.

 

 

Non mi sentivo molto in forma e sapevo che la bici non sarebbe stata la migliore prova. C’era anche Jon Zaid Lanzarotemoltissimo vento che rende tutto più difficile. Forse il punto dove diventa più difficile è circa al  110k, dove c’è una salita di media pendenza ma con molto vento contro; si chiama Mirador del Haria e mentre sali vedi tutte le pale eoliche girare e sai che lì il vento non scherza. Arrivato in cima c’è anche un ristoro “special needs” dove se volevi potevi lasciare prima della gara una sacca con qualsiasi cosa che magari vorresti mangiare, fatta portare da loro. Normalmente non mi fermo neanche a special needs, anche perché subito dopo questa salita c’e’ una lunga discesa per recupero. Ma io sono fermato. Mentalmente non avevo voglia e avevo voglia solo di fermarmi; la prima volta che mi fermo ad un ristoro bici. Mi sono fermato per 10-15 minuti buoni, ho mangiato il mio hummus e un ragazzo ha lasciato della patatine e ho mangiato pure quelle.. ti vengono le voglie per le schifezze. Discesa lunga e poi la salita che è il marchio del Ironman Lanzarote, Mirador del Rio. E farei mille volte questo Ironman solo per fare questa salita con una vista da spettacolo.  Salendo per la Mirador ho trovato il mio amico con cui faccio quasi tutti gli IM, Tato,  sul lato della strada cambiando la camera d’aria. C’erano molti che hanno bucato, credo in gran parte a causa delle condizioni della strada. Jon Zaid Lanzarote

Jon Zaid Lanzarote

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dopo che si arriva a Mirador del Rio ci sono altri 60 chilometri quasi tutti in discesa tranne un’ultima salita 20km prima dell’arrivo, Nazareth.

Arrivato alla ZC ci si mette la scarpe di corsa e si parte. Mentalmente ero molto giù per la prestazione in bici e non ero molto motivato per la maratona. Sono tre giri, il primo giro sono circa 21k e gli altri due sono circa 10k ognuno per fare i 42k della maratona. Ho trovato tutti i miei amici tranne l’amico che ha forato davanti a me. Avevano da 5 a 10 chilometri di vantaggio, quando in gare passate la differenza è stata di meno.  Non mi sono allenato molto nella corsa quest’anno e la preparazione è essenziale, non puoi fingere nella corsa. Il mio amico che era indietro lo era di circa 5k da me però mi sono avvicinato ad una della nostra squadra e ho cominciato ad correre con lei. Ma ho perso la concentrazione, motivazione e nel frattempo ho visto passare Gordon Haller, l’uomo che vinse il primo Ironman 30 anni fa! Ho rallentato per cercare di parlare con Gordon, questa leggenda e magari per finire la gara con il mio amico Tato.  Ho ripreso Gordon e ho camminato con lui per circa un’ora, parlando con lui e ascoltando i suoi racconti. Ha solo 63 anni, non è molto più vecchio di me. Mi ha detto che ha fatto il nuoto con il dorso perché diceva che non ce la fa a nuotare a stile libero per 3800m. Mi ha detto che in certi punti con la bici ha dovuto camminare. E nella maratona l'ha fatta quasi tutta camminando. Abbiamo fatto circa un’ora insieme.


Mi ha raggiunto Tato, e abbiamo finito la gara insieme. Abbiamo finito insieme altre gare ma sapevo che questa forse sarebbe stata una delle ultime gare che facciamo insieme ed ho voluto terminarla assieme a lui. Credo che in certi momenti l’amicizia valga molto di più del risultato sportivo. Jon Zaid LanzaroteJon Zaid Lanzarote




Lanzarote 2013
15:48:16 Nuoto: 01:39:20, T1: 14:38, bici: 7:40:29, T2: 16:02, run: 5:57:49
Lanzarote 2012
13:29:52 Nuoto: 01:35:40, T1: 11:17, bici: 7:11:10, T2: 09:54, run: 4:21:47

Aminoacido limitante? Una vecchia storia.

Com'è nato il mito delle "proteine incomplete" dei vegetali? Per errore:

Se miti come questo abbondano non solo tra la popolazione generale, ma anche nella comunità medica, come si potrà mai imparare a mangiare sano?

È importante per correggere questa disinformazione perché molte persone hanno paura di seguire la salutare alimentazione a base vegetale, e/o quella totalmente vegetariana (vegan) perché si preoccupano delle tristemente famose "proteine ​​incomplete delle fonti vegetali".

Come ha fatto questo mito delle "proteine incomplete" a diventare così diffuso?

Non è un piccolo equivoco!

Il mito delle "proteine ​​incomplete" è stato inavvertitamente espresso come verità scientifica nel 1971 sul libro "La dieta per un piccolo pianeta", da Frances Moore Lappe. In esso, l'autrice dichiarava che gli alimenti vegetali non contenessero tutti gli aminoacidi essenziali, così che per essere un vegetariano sano, sarebbe stato necessario  mangiare gli alimenti vegetali in "combinazione", al fine di assicurarsi tutti gli aminoacidi essenziali. Fu chiamata "teoria della complementarità proteica."

Frances Moore Lappe di certo non voleva danneggiare la dieta vegetariana, ed il suo errore è stato in qualche modo comprensibile. Non era una nutrizionista, fisiologa o medico, ma un sociologo che cercava di porre fine alla fame nel mondo. Si rese conto che si producevano una enorme quantità di rifiuti nel convertire le proteine ​​vegetali in proteine ​​animali e calcolò che non appena la gente avesse scelto di mangiare proteine ​​vegetali, si sarebbero potute nutrire molte più persone. In una successiva edizione del suo libro (1991), ritrattò la sua dichiarazione e nel tentativo di porre fine un mito dell'irrisolvibile inevitabilità della fame nel mondo, parlò del "mito della necessità della "complementarità proteica."

In queste edizioni successive, corregge il suo precedente errore e afferma chiaramente che tutti gli alimenti vegetali in genere consumati come fonti di proteine ​​contengono tutti gli aminoacidi essenziali, e che gli esseri umani possono stare praticamente certi di ottenere abbastanza proteine ​​da fonti vegetali, se solo si assume la quantità di calorie sufficienti.

Da "Complete" Proteins? di Charles R. Attwood, M.D., F.A.A.P.

Le proteine ​​sono composte di amminoacidi, di cui 12 sono prodotti dal corpo umano. Gli altri 9, chiamati aminoacidi essenziali, devono essere ottenuti dal cibo. La maggior parte dei prodotti di origine animale, come carne e latticini, contengono tutti gli aminoacidi essenziali e sono stati designati come contenente proteine ​​complete. Anche la maggior parte delle proteine dei vegetali contengono tutti i 9 aminoacidi essenziali, ma 1 o 2 possono essere bassi in un particolare alimento rispetto ad una proteina dalla maggior parte delle fonti animali. I fagioli, e i legumi in genere tuttavia, sono fonti ricche di tutti gli aminoacidi essenziali.

Le vecchia idea sulla necessità di combinare attentamente i vegetali ad ogni pasto per garantire l'approvvigionamento di aminoacidi essenziali è stato completamente smentito. Nutrizionisti moderni, dopo aver osservato le popolazioni di vegetariani perfettamente sane e che vivevano più di quelle di mangiatori di carne, ora si rendono conto che tutti gli aminoacidi essenziali possono essere ottenuti da una varietà di verdure o cereali consumati nel corso di un periodo di uno-due giorni. Questo dovrebbe essere un grande sollievo per voi come un genitori. Anche la varietà non è così critica come si pensava.
Un mito pericoloso
Suggerire erroneamente alla gente che ha bisogno di mangiare proteine ​​animali per ottenere tutti i nutrienti non fa altro che incoraggiarla ad aggiungere alimenti che sono noti per contribuire all'incidenza di malattie cardiache, il diabete, l'obesità, e molte forme di cancro, per citare solo alcuni dei problemi più comuni.

L'idea che fosse necessario combinare le proteine ​​fu contagiosa; la notizia apparse in ogni altro libro di ogni altro autore vegetariano pubblicato dopo, facendosi strada anche nel mondo accademico, voci di enciclopedia, e la mentalità americana. Purtroppo, l'idea che è necessario combinare le proteine era assolutamente sbagliata.

Il primo problema della teoria della combinazione alimentare ​​era proprio questo - era solo una teoria. Non c'è mai stato alcuno studio sugli esseri umani. L'idea di combinare proteine ​​è quindi più nella superstizione che nella scienza. Non è sorprendente che i ratti sarebbero cresciuti in modo diverso rispetto agli esseri umani, dal momento che i ratti in fase di crescita hanno bisogno di dieci volte più proteine ​​per caloria rispetto agli esseri umani in crescita? (il latte di ratto contiene il 50% di proteine, mentre quello materno umano ne ha solo il 5%) Inoltre, se gli alimenti vegetali fossero stati davvero così inferiori, come avrebbero fatto mucche, maiali e galline che mangiano solo cereali e altre piante ad ottenere le proteine necessarie? Non era strano che stavamo mangiando gli animali d'allevamento proprio per le loro proteine... ma che essi stessi si nutrissero esclusivamente di piante? Infine, dopo nuovi studi sugli alimenti vegetali, non sono risultati così "carenti" di alcuni amminoacidi come Lappé aveva affermato.

http://en.wikipedia.org/wiki/Diet_for_a_Small_Planet

http://it.enc.tfode.com/Complementazione_proteica

aminoacido limitante

Informazioni aggiuntive